solo un consiglio è quello che ti do.
Tu nella vita comandi fino a quando
hai stretto in mano il tuo telecomando".
Profetico e attuale quanto basta questo breve passaggio della canzone di Renzo Arbore di metà anni Ottanta dal titolo "La vita è tutta un quiz", che fu anche sigla televisiva del programma comico Rai "Indietro tutta". Il telecomando – in inglese remote control – e la tv spazzatura italiana sono i protagonisti di una sorta di concept video art incentrato sull'arte moderna dello zapping. Questo è il significato che si può dare per questa release.
"Remote Control" è realizzato in due volumi nel vecchio formato vhs. Le videocassette escono in edizione limitata per merito di due etichette indipendenti italiane: la Moriremo Tutti Records e la Palustre. La prima – il cui nome è più inquietante di una qualsiasi quartina del chiaroveggente Nostradamus – è la label creata qualche anno fa da Matteo "Hue" Uggeri (Sparkle In Grey), mentre la seconda – leggermente più rinomata e con sede a Ravenna – ha pubblicato uno dei migliori album italiani usciti nel 2011: "Frontiera" dei Bancale.
In un'epoca in cui il formato digitale è prioritario, la scelta di utilizzare il nastro per questa pubblicazione è curiosa e forse anche rischiosa, poiché non è facile trovare ancora qualcuno che in casa possieda un bel videoregistratore.
L'opera – editing eseguito da Manuele Cecconello – comincia dalla prefazione del critico musicale Vittore Baroni (Le Forbici di Manitù) che si trova all'interno del booklet. "Remote Control" è una specie di grossolano taglia e cuci: in sostanza Cecconello – sotto la direzione di Uggeri – incolla e mette in sequenza spezzoni di programmi delle tv italiane pubbliche e private. Quasi come il famoso programma "Blob" di Rai3. Estrae l'audio originale sostituendolo, per tutta la durata dei videotape (45 minuti), con una selezione accurata e azzeccata di puro e disincrostante noise/industrial, realizzando – inconsapevolmente – una intrigante audio compilation, assai rumorosa e di difficile digestione anche per orecchie allenate.
In quest'ipotetica colonna sonora troviamo nomi illustri: gli aggressivi e abrasivi Controlled Bleeding con la traccia "That's Enough", ma anche le urticanti note del maestro Maurizio Bianchi con il brano "Massaidem". Il resto delle canzoni – tutte sonorità dal Ph più acido di quello solforico – si alternano nomi del tutto sconosciuto ad artisti con un discreto background musicale.
È il caso di Eraldo Bernocchi ("Esposito"), recentemente intravisto nell'ottimo lavoro degli Obake; ma anche di Paolo Bandera, presente con il moniker di Sshe Retina Stimulants ("Grand Art Posse In Cavernous Sprawl"). Entrambi i musicisti sono tuttora due costole della sperimentale cult-band italiana dei Sigillum S.
Fra i nomi meno noti, una citazione va a Istituzioni Ambienti Naturalismo ("Il sogno di Giulio"), ovvero il progetto noise del frontman dei Caligine; e a Claudio Rocchetti ("V"), il poliedrico e sperimentale artista italiano, componente attivo della tribal-noise band degli In Zaire.
Tramite questa corrosiva soundtrack, è possibile resettare, purificare e ripulire il vostro televisore dai virus che subdolamente e in modo vermicolare si sono instaurati proprio coi programmi qui brutalizzati.
Il messaggio di quest'originale progetto audiovisivo è limpido: "Remote Control" è come i vecchi nastri per la pulizia delle testine o – meglio ancora – uno dei più efficaci antivirus da pc.
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26/01/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Massimiliano Mercurio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.