William Bevan torna con un nuovo Ep, mentre l’arrivo del terzo album continua a essere una sorta di tabù. Il manipolatore più misterioso e osannato del dubstep, dopo aver collaborato con l’amico Zomby nel singolo a quattro mani “Sweetz” presente in “Ultra”, ha ben pensato di tornare in pista alla sua maniera, attraverso due tracce lanciate in modalità Batman, la cui ufficializzazione è stata condita da una serie di strani episodi: dal secret listening iniziale spacciato da discogs, passando per una prima smentita ufficiale e la successiva conferma definitiva da parte della stessa Hyperdub.
Il producer londinese mette ancora una volta in bella mostra l’amore per pellicole del calibro di “Alien” (i dialoghi estratti qua e là), e il legame indissolubile con le decadenti atmosfere post-rave; un nichilismo che si traduce spesso in soluzioni tese a mettere in pace anima e corpo. Il giovane Will capace di stordire mediante i fatidici wobble bass, le improvvise sterzate 2-step e bordate talmente potenti da far venire giù le pareti è ormai un ricordo decisamente lontano.
La pioggia che cade imperterrita alimenta nuovamente il disagio, e spuntano parole di amore e speranza come “I will always be there for you”, intonate alla solita maniera, e poste da contraltare all’umore cupo e melanconico, tra campionamenti inaspettati di Keni Burke, del compositore giapponese Koji Kondo, e battiti cadenzati alla stregua degli amici Massive Attack (“Young Death”).
Nella seconda metà del piatto, invece, Will “gioca” con la melodia della magnifica “Return To The Origin” di Mike Oldfield, e si diverte a campionare la colonna sonora del videogame “Last Ninja 2: Back With A Vengeance” curata da Matt Grey nel 1988; il tutto tra i consueti stop&go alienati, le intramontabili atmosfere oscure e tenebrose, e l’amore spassionato per l’elettronica casereccia e pulsante in scia vagamente hardcore dei tardi Eighties.
Con “Young Death/Nightmarket” Burial pone in evidenza tutto il suo charme da nerd pacato, solitario e sfuggente, contrapponendosi alla frenesia ritmica palesata nel magnifico singolo “Temple Sleeper” pubblicato lo scorso anno per la benemerita Keysound Recordings. Del resto, è letteralmente impossibile stargli dietro. Quindi non resta che incrociare le dita con la speranza di ritrovarlo quanto prima, e magari con più colpi in canna.
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15/12/2016
This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.