Il sempre più prolifico Rafael Anton Irisarri arriva a pubblicare il suo terzo album del 2018 dopo “Sirimiri” e “Midnight Colours”, terza collaborazione con l’etichetta messicana iniziata con l’osannato “Shameless Years” del 2017. Quella di Irisarri è ormai una missione di narratore senza parole, i suoi Lp stanno diventando sempre più una sorta di biblioteca di paesaggi elettronici descritti con capacità sempre più potente.
Se “Midnight Colours” fotografava l’umanità alla sua fine, alla sua “mezzanotte”, e “Sirimiri” dava un senso di espiazione, il nuovo “El Ferrocarril Desvaneciente” è la descrizione di un viaggio in treno verso la Spagna, un lungo flusso costante di synth molto tipici della poetica di Irisarri. Un viaggio verso il sud che sa di mondo nuovo, di speranza, di colori e poesia. Un percorso solitario in luoghi sconosciuti, descritto con loop maestosi che confermano Irisarri come uno dei più capaci poeti dell’elettronica contemporanea.
Appena ventidue minuti, da ascoltare preferibilmente nella versione “Continuous Mix”, che sono una continuazione delle idee dell’autore statunitense, non nuove intuizioni ma un arricchimento di quello che Brian Eno definirebbe “un versatile catalogo di musica ambientale adatta a un’ampia varietà di stati d’animo e di atmosfere”. Una musica che non deve sovrastare le caratteristiche dell’ambiente e conseguentemente azzerarle (Brian Eno si riferisce alla muzak che nasce per arricchire l’ambiente di elementi non preesistenti), ma che deve metterle in evidenza il più possibile. Se per Eno la musica ambient deve creare “uno spazio per pensare”, potremmo dire uno spazio invalicabile di pensiero, di estraniazione dagli stimoli esterni in contrapposizione al non-pensiero dominante, allora Irisarri può candidarsi a essere il più sincero discepolo del maestro.
The four tracks form an unbroken whole of swelling synths, rich with the positive feelings typical of a traveller brimming with hope. An optimism that Irisarri had rarely allowed into his discography before. The most powerful experience is certainly listening to it straight through without interruption, but among the four tracks two longer ones stand out: the opening "Transeúntes" and the closing "La Chica De Valladolid".
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04/12/2018
This article is an English translation of the original Italian text by Valerio D'Onofrio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.