Esattamente 20 anni fa, il 2 luglio 2005, nel cuore di Hyde Park, i Pink Floyd salirono sul palco del Live 8 per quello che sarebbe diventato, senza che nessuno potesse saperlo in anticipo, il loro ultimo concerto con la formazione al completo. Nick Mason, in una recente intervista concessa a Eon Music, è tornato su quel momento con un misto di lucidità e rimpianto: “Non pensavamo davvero che sarebbe stata l’ultima volta – ha spiegato – perché non puoi mai sapere cosa può succedere. Un evento come il Live 8 ha dimostrato che c’è un modo efficace di sensibilizzare e raccogliere fondi. Pensavo che sarebbe stato solo il primo di altri momenti simili. Ma organizzare cose del genere è terribilmente complicato, e infatti non si è mai più ripetuto”.
I Pink Floyd si esibirono per l’ultima volta con la loro formazione originale: quella composta da David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason (dopo l’abbandono di Syd Barrett nel 1968). Il Live 8 era una serie di concerti organizzati negli 8 paesi che facevano parte del G8 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italy, Regno Unito, Russia e Stati Uniti), per richiamare l’attenzione sui temi della povertà e del debito nei paesi in via di sviluppo.
I Pink Floyd si esibirono alle 23:23, subito dopo il set degli Who. Gilmour, Waters, Wright e Mason non condividevano un palco dal tour di “The Wall” concluso nel 1981: eseguirono “Breathe”, “Money”, “Wish You Were Here” e “Comfortably Numb” (vedi il video qui sotto). Da allora i membri originali dei Pink Floyd non hanno più suonato insieme dal vivo. Prima di attaccare “Wish You Were Here”, Waters disse al pubblico: “È emozionante stare qui con questi tre ragazzi dopo tutti questi anni… Comunque, lo stiamo facendo per tutti quelli che non sono qui, e in particolare ovviamente per Syd”.
Three years later, in 2008, the death of Richard Wright would give that concert an even deeper meaning: a final farewell from the band to their audience, with the inevitable exception of Syd Barrett. “I've always thought it was one of our best shows,” Mason went on, “partly because everyone knew there was tension between Roger and David, but each of us decided that the occasion mattered more than any disagreement, more than the band itself or the music. I think it was a real show of maturity.”
Anche Roger Waters ha ricordato quel momento con affetto e sorpresa. In un’intervista a Digital Spy, ha raccontato il dietro le quinte del ritorno sul palco: “Ero davvero felice. Bob Geldof mi chiamò dicendomi che stava tentando in tutti i modi di convincere Gilmour, e mi chiese una mano. Disse che ero l’unico che poteva farcela. Gli risposi che ci avrei provato, ma che mi serviva il suo numero, visto che non ce l’avevo. Chiamai David, e all’inizio mi disse di no. Poi, a un certo punto, cambiò idea. E sono davvero contento che l’abbia fatto, perché sono stati venti minuti bellissimi. È stato magnifico condividere quel momento con lui, con Nick e con Rick. Un’esperienza indimenticabile”.
Di recente, David Gilmour, se ci fossero stati ancora dubbi, ha chiarito definitivamente che non suonerà più insieme a Roger Waters: “Tendo a stare alla larga da chi appoggia attivamente dittatori genocidi e autocrati come Putin e Maduro – ha dichiarato il chitarrista al britannico Guardian, durante la promozione del suo ultimo album solista, “Luck And Strange” – Nulla potrebbe convincermi a condividere il palco con uno che pensa che quel trattamento riservato a donne e comunità LGBT sia ok. Mi sarebbe piaciuto invece tornare a suonare con Rick Wright (il tastierista dei Pink Floyd scomparso nel 2008, ndr), una delle persone più gentili e musicalmente dotate che ho incontrato in vita mia”.
La lite tra Gilmour e Waters prosegue da decenni. Waters lasciò i Pink Floyd in modo burrascoso nel 1985, con Gilmour che assunse la leadership del gruppo per gli album “A Momentary Lapse Of Reason” (1987) e “The Division Bell” (1994), seguiti poi nel 2014 da “The Endless River“. Waters rimase distante dai suoi ex-compagni e criticò apertamente il lavoro degli ex-compagni, nonostante una sporadica reunion per un’esibizione unica al Live 8 nel 2005, prima della morte del tastierista Richard Wright nel 2008.
Le polemiche sono proseguite negli anni, ad esempio quando, nel 2022, Gilmour e il batterista Nick Mason hanno realizzato il singolo “Hey, Hey, Rise Up!”, in segno di protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina, e Waters li ha attaccati definendo il brano “vuoto e patriottico”. La moglie di Gilmour, Polly Samson, non le ha mandate a dire su Twitter accusando Waters di essere “un sostenitore di Putin, un bugiardo, un misogino” e altre gravi offese (inclusa quella di suonare in playback), a proposito delle quali Gilmour in un tweet successivo ha scritto: “Ogni parola è veritiera e dimostrabile”.
L’ultima volta che i due hanno condiviso il palco è stato durante il tour di “The Wall” di Roger Waters nel 2011.
Il catalogo dei Pink Floyd è stato venduto grazie a un accordo da 400 milioni di dollari con Sony Music per i diritti della musica registrata, del nome e dell’immagine della band.
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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.