Jeff Tweedy è stato ospite dell’ultima puntata del Late Show With Stephen Colbert. Prima di imbracciare la chitarra, il leader dei Wilco ha chiacchierato con Colbert del suo nuovo triplo album, “Twilight Override”, del lavoro condiviso con i figli Spencer e Sammy, e di altri progetti in corso.
Durante la serata, Tweedy ha presentato due brani tratti dal disco – “Enough” e “Lou Reed Was My Babysitter” – offrendo un assaggio del suo ultimo, monumentale lavoro in studio.
Ecco i video delle tre performance qui sotto.
Pubblicato a settembre, “Twilight Override” raccoglie ben trenta canzoni e segna una delle imprese più ambiziose della carriera del cantautore chicagoano, che riparte dalla terra, dai marciapiedi che raccolgono l’erba che cresce nelle crepe del mondo, a metaforizzare fin da subito un desiderio di evadere dalla banalità per immergersi nella grandezza delle piccole cose, nei miracoli a cielo aperto che sono sotto gli occhi di tutti “i vivi” anche solo passeggiando per le strade.
Tweedy sings in utter solitude, set apart from those around him. It happens in the lines of "Parking Lot": "There's a version of me that wanders around parking lots. In my brain or in my subconscious. [...] Talking to other mes I don't recognize". Words whispered like a desperate crooner chasing after salvation, a new galaxy.
Stylistically, however, the folk-rock excursions typical of Wilco are still part of Tweedy's repertoire, as shown by the airier moments, like "Forever Never Ends", or the luminous plunges into the abyss, amid worn-out chords and sudden bursts of light, of the splendid "Mirror".
Tweedy attraversa la sua anima a bordo di una Ford Taunus scassata, che è anche la metafora perfetta per ricongiungersi con il suo approccio a metà tra country e cantautorato rock d’epoca. Perché “Twilight Override” è un album di mero artigianato. Tant’è che stato registrato nello studio di Chicago di Tweedy, il Loft, con i contributi fondamentali di James Elkington, Sima Cunningham, Liam Kazar e Macie Stewart. E ne fanno parte anche i figli di Jeff, Spencer e Sammy, chiamati in causa dal padre dopo aver ascoltato “Sandinista!” dall’inizio alla fine durante un viaggio in macchina, come dichiarato al New York Times.
Tweedy afferma anche che il disco è un tentativo di sopraffare nuovamente la noia consumando l’oscurità. Una spiegazione che sottintende un’ambizione privata, lontana anni luce da ipotetiche velleità di partorire il triplo definitivo o della vita.
Tweedy è attualmente impegnato in un tour nordamericano per promuovere l’album.
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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.