WILCO - A Ghost Is Born (expanded edition)

2025 (Nonesuch)
alt-country, alt-rock, avant-pop, post-roots
"A Ghost Is Born” è stato uno degli ultimi dischi per i quali, dopo averlo messo su, mi è capitato di sorprendermi a pensare: “Ma questi… ma che diamine stanno facendo!”. I Wilco li seguivo un po’ di soppiatto, nel 2004 per me non costituivano quella che potremmo considerare una priorità. Avrei poi riassegnato il giusto valore a “Being There”, mentre sarebbero rimasti per me complessivamente poco convincenti non soltanto l’acerbo “A.M.”, ma anche il discontinuo "Summerteeth”. Persino "Yankee Hotel Foxtrot”, da quasi tutti venerato come il capolavoro dei Wilco, per me guadagnerà efficacia soltanto nella trasposizione live, nonostante un pugno di canzoni ovviamente bellissime, caratterizzate però (secondo chi scrive) da un suono poco incisivo: tuttora continuo senz’altro a preferirle nella vivida istantanea catturata in "Kicking Television”, il disco dal vivo che seguì “A Ghost Is Born”, l’album con l’ovetto in copertina, quello che diventerà non soltanto il mio prediletto dei Wilco ma anche il mio disco “rock” preferito in assoluto di tutti gli the 2000s, a pari merito con "Songs For The Deaf”.
 
La band si portava dietro quell’aura un po’ da indie-sfiga, con le ottime intenzioni alt-country sviluppate da Jeff Tweedy negli Uncle Tupelo che non erano ancora riuscite a sfociare nel disco “definitivo”. Fra l’altro il discreto successo di “Yankee Hotel Foxtrot” giunse per i Wilco dopo essere stati scaricati dalla propria casa discografica ed averlo inizialmente diffuso di propria iniziativa via web: poi arriverà il contratto con la Nonesuch. Tweedy ne uscì con una forte dipendenza da antidepressivi e antidolorifici, un periodo particolarmente problematico per lui, mentre la line-up del gruppo stava subendo modifiche sostanziali, che l’avrebbero però portata nel giro di qualche mese ad assumere la migliore configurazione possibile, nonché la più longeva: per i successivi vent’anni non avrebbe più subito variazioni.

Separatosi da Jay Bennett, Tweedy concepì in studio “A Ghost Is Born” insieme al fidato bassista John Stirrat, al tastierista Leroy Bach (che avrebbe salutato tutti appena terminate le registrazioni, sostituito da Nels Cline e Pat Sansone), a uno dei migliori batteristi del circuito indie-rock, Glenn Kotche, e alla new entry Mikael Jorgensen, tastierista. Più Jim O’Rourke, colui che prenderà per mano gli slanci avant-rock della band, contribuendo a confezionare una sintesi perfetta fra alt-country e sperimentazione (spinta fino al punto di ibridarsi con il noise), un sound mai udito prima di allora e che la stessa formazione di Chicago sarà raramente in grado di replicare ai medesimi livelli in futuro.

 
Non mi soffermo sul racconto delle dodici tracce di “A Ghost Is Born”, salutato già all’epoca su queste pagine da una doppia, entusiastica recensione: devo però sottolineare che dopo aver ascoltato la sequenza “At Least That’s What You Said”, con l’iniziale minimalismo sottovoce che sfocia in una cavalcata elettrica degna del miglior Neil Young, “Hell Is Chrome”, un demone che ti cinge e ti trascina dentro un inferno senza vie d’uscita, “Spiders (Kidsmoke)”, un inarrivabile tripudio kraut-rock, io davvero pensai: “Ma questi… ma che diamine stanno facendo!”. Impossibile non percepire la sensazione di trovarsi al cospetto di un disco che sarebbe rimasto.

Pubblicato il 22 giugno del 2004, “A Ghost Is Born” porterà per la prima volta i Wilco nella top ten americana, e si aggiudicherà due Grammy Awards, nelle categorie “Best Alternative Music Album” e “Best Recording Package”. Per festeggiarne il ventesimo compleanno la Nonesuch ha messo in commercio un box-set monumentale con dentro ben nove vinili + quattro cd (oppure nove cd) includendovi, oltre l’album originale, versioni alternative (la mia preferita è una torrenziale esecuzione di “Hummingbird”, catturata l’8 febbraio 2002 a Chicago), outtake, demo, più la registrazione integrale del concerto che i Wilco tennero al Wang Center di Boston nel 2004. Sono stati inclusi anche ben quattro cd con le così dette “Fundamentals”, jam session senza regole precostituite, improvvisazioni concettuali, veri e propri esperimenti musicali attraverso i quali la formazione americana stava cercando una nuova identità.

 
In tutto nel box compaiono ben 65 tracce mai pubblicate prima, un booklet di 48 pagine con copertina rigida contenente fotografie inedite, più le nuove note di copertina scritte per l’occasione da Bob Mehr, già vincitore di due Grammy Awards nella categoria “Best Album Linear Notes”. Il lavoro documenta in maniera esaustiva il processo di creazione, sviluppo e progressiva mutazione delle dodici tracce del disco, in tutto due anni di vita. Le prime session si svolsero all’inizio del 2002 presso i SOMA Studios di Chicago, dove Jim O’Rourke aveva mixato il precedente “Yankee Hotel Foxtrot”. Nel 2003 la band si sposterà poi ai Sear Sound Studios di New York per completare le operazioni di registrazione, alla ricerca di ulteriori margini di sviluppo, in una location che doveva spezzare i comfort offerti dalla città d’origine.

E’ pertanto possibile seguire il ciclo di vita completo di queste canzoni, dal primo concepimento fino all’esecuzione sul palco dopo la pubblicazione dell’album, quando continueranno a trasmutarsi. Finiscono sotto osservazione anche tracce poi utilizzate nelle deluxe edition, così come embrioni di canzoni che troveranno una quadratura definitiva soltanto in futuro: è il caso di “Improbable Germany”, titolo provvisorio che evolverà poi in “Impossible Germany”, il pezzo forte del successivo album "Sky Blue Sky”, uno dei brani più amati dell’intera discografia dei Wilco. Oltre all’impegnativo box-set, esiste in commercio anche una versione ridotta, limitata ai primi due cd: nel primo c’è l’album originale, rimasterizzato da Bob Ludwig, nel secondo una selezione di 19 alternative take tratte dalle session di registrazione.

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26/03/2025

This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Lancia, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. A Ghost Is Born
  2. 2. At Least That’s What You Said
  3. 3. Hell Is Chrome
  4. 4. Spiders (Kidsmoke)
  5. 5. Muzzle of Bees
  6. 6. Hummingbird
  7. 7. Handshake Drugs
  8. 8. Wishful Thinking
  9. 9. Company in My Back
  10. 10. I’m A Wheel
  11. 11. Theologians
  12. 12. Less Than You Think
  13. 13. The Late Greats
  14. 14. Outtakes/Alternates 1
  15. 15. At Least That’s What You Said (8/13/02 SOMA-Chicago)
  16. 16. Hell Is Chrome (10/5/03 SOMA-Chicago)
  17. 17. Spiders (Kidsmoke) (9/28/03 SOMA-Chicago)
  18. 18. Muzzle Of Bees (7/15/03 SOMA-Chicago)
  19. 19. Hummingbird (2/8/02 SOMA-Chicago)
  20. 20. Handshake Drugs (11/13/03 Sear Sound-NYC)
  21. 21. Wishful Thinking (11/1/03 Sear Sound-NYC)
  22. 22. Company In My Back (2/8/03 Hothouse-St. Kilda, Melbourne, Australia)
  23. 23. I’m A Wheel (August 2002 SOMA-Chicago)
  24. 24. Theologians (3/19/03 SOMA-Chicago)
  25. 25. Less Than You Think (11/11/03 Sear Sound-NYC)
  26. 26. The Late Greats (7/19/03 SOMA-Chicago)
  27. 27. Kicking Television (3/18/03 SOMA-Chicago)
  28. 28. The High Heat (2/5/02 SOMA-Chicago)
  29. 29. Panthers (March 2003 SOMA-Chicago)
  30. 30. Diamond Claw (3/21/03 SOMA-Chicago)
  31. 31. Bob Dylan’s 49th Beard (June 2002 SOMA-Chicago)
  32. 32. More Like The Moon (2/8/02 SOMA-Chicago Version)
  33. 33. Improbable Germany (10/7/03 SOMA-Chicago)
  34. 34. Unstitched: Outtakes/Alternates 2
  35. 35. Handshake Drugs (First Version) (6/26/02 SOMA-Chicago)
  36. 36. Hummingbird (February 2002 recorded live during tracking at SOMA-Chicago)
  37. 37. The High Heat (2/4/02 SOMA-Chicago)
  38. 38. Spiders (Kidsmoke) (February 2002 SOMA-Chicago)
  39. 39. Diamond Claw (March 2003 SOMA-Chicago)
  40. 40. Muzzle Of Bees (October 2003 Sear Sound-NYC)
  41. 41. Like A Stone (11/10/03 Sear Sound-NYC)
  42. 42. Leave Me (Like You Found Me) (6/26/02 SOMA-Chicago)
  43. 43. Losing Interest (11/11/03 Sear Sound-NYC)
  44. 44. Old Maid (6/26/02 SOMA-Chicago)
  45. 45. Spiders (Kidsmoke) (August 2002 SOMA-Chicago)
  46. 46. Panthers (October 2003 Sear Sound-NYC)
  47. 47. Muzzle Of Bees (7/16/03 SOMA-Chicago)
  48. 48. Diamond Claw (10/9/03 SOMA-Chicago)
  49. 49. Losing Interest (7/20/03 SOMA-Chicago)
  50. 50. Spiders (Kidsmoke) (October 2003 SOMA-Chicago)
  51. 51. The Thanks I Get (6/26/02 SOMA-Chicago)
  52. 52. Two Hat Blues (March 2003 SOMA-Chicago)
  53. 53. Improbable Germany (January 2002 Pre-Production Loft session-Chicago)
  54. 54. The Hook at The Wang
  55. 55. (Live October 2, 2004 at the Wang Center-Boston, MA)
  56. 56. Muzzle Of Bees
  57. 57. Company In My Back
  58. 58. I Am Trying To Break Your Heart
  59. 59. A Shot In The Arm
  60. 60. Hell Is Chrome
  61. 61. Handshake Drugs
  62. 62. Jesus, Etc.
  63. 63. Hummingbird
  64. 64. I’m Always In Love
  65. 65. At Least That’s What You Said
  66. 66. Ashes Of American Flags
  67. 67. Theologians
  68. 68. I’m The Man Who Loves You
  69. 69. Poor Places
  70. 70. Spiders (Kidsmoke)
  71. 71. She’s A Jar
  72. 72. A Magazine Called Sunset
  73. 73. Kingpin
  74. 74. The Late Greats
  75. 75. I’m A Wheel
  76. 76. Via Chicago
  77. 77. California Stars
  78. 78. Christ For President
  79. 79. Fundamentals
  80. 80. Fundamental 1
  81. 81. Fundamental 2
  82. 82. Fundamental 3
  83. 83. Fundamental 4
  84. 84. Fundamental 5
  85. 85. Fundamental 6
  86. 86. Fundamental 7

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