Mancava solo la ristampa, a distanza di soli quattro anni, di una collaborazione come al solito di contenuto minimo (una di quelle cassettine o vinili che si vendono in tour e che compaiono solo nelle collezioni dei supernerd o nei cestoni delle occasioni) perché l’incessante produzione Segall-ifera non subisse un inaudito arresto.
Mikal e Ty sono amici e compari musicisti praticamente da sempre; ma “Reverse Shark Attack”, visto a posteriori, sembra piuttosto sancire la loro separazione, più che la loro intesa.
Sotto ondate di fuzz e incoscienti movimenti di strumenti e capelli, si agita l’orrido pastiche ormonale che sembra poltiglia pulsante e deteriorata. Gli otto pezzi si susseguono come il gioco di due bambini intenti alla metodica distruzione di un pezzo di mondo, in slanci ciechi e mostruosi.
Per fortuna, a un certo punto arrivano i Beatles ectoplasmici della title track, la più Cronin-iana del disco; sempre una bestia mutante, ma provvista di intelligenza: dieci minuti in cui si passa dal garage, alla ballata psichedelica, e si finisce a ballare con Uma Thurman dopo una tirata di cocaina. Da sola, vale tutto il disco.
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19/04/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.