Sto per impazzire/ In che cosa consiste il TSO/ I canti di Maldoror/ E le logge nere del bitcoin/ Io sono un sintomo di produttività/ Anche se mi nascondo nell’infelicità/ Sono solo un’egoista/ Che si migliora con un balsamo anticaduta/ Amanti seduti distanti sulla stessa panchina/Si adoperano con avidità/ Vorrei solo trovare un difetto al mostro di Firenze
Ma diciamolo subito. Questo “Boy di ferro”, che arriva dopo una sventagliata di singoli in crescendo, “Wandervogel”, “Salsa rosa”, “Disordine”, “Sotto trema” e “Battesimo oscuro”, sta qualitativamente su un altro pianeta. La scrittura è cresciuta tantissimo, sia a livello liriche, sia nell’impianto melodico-armonico dei pezzi. In più di una occasione la scaletta lascia il segno e, oltre ai brani ascoltati, e apprezzati, nei mesi scorsi, saranno da citare almeno l’assalto baritonale di “Ascendente”, l’elucubrazione post-gotica di “Wicca”, quel misto impossibile di broken beat e I Cani altezza “Glamour” che è “CTIPP”, la fantasia post-Pixies di “01010110”. Canzoni da metabolizzare con la dovuta attenzione, nobilitate dal perenne stato di grazia dell’aspetto testuale.
Da tenere d’occhio.
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14/11/2024
This article is an English translation of the original Italian text by Piergiorgio Pardo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.