CLUSTERSUN - Avalanche

2021 (Icy cold / little cloud)
psych-rock, shoegaze

Nemmeno il tempo di affermarsi come la più promettente realtà shoegaze italiana dai tempi dei Klimt 1918, che i catanesi Clustersun rimescolano le carte con un terzo disco che sposta i loro assordanti riverberi verso una dimensione più torrida e psichedelica, mostrando, va da sé, gran carattere e necessità di osare.

Pur conservando qualche sfumatura trasognata e la cupezza oppressiva di “Surfacing To Breath” del 2017, Marco Chisari (voce principale e basso), Mario Lo Faro (chitarra) e Andrea Conti (batteria e cori) ambientano “Avalanche” tra il deserto dei Black Angels e le ipnosi psicotrope di Telescopes e Dead Skeletons. Li ha assistiti nell’opera di compressione del loro suono ad alto tasso di riverberazione e fuzz il produttore James Aparicio – un guru del settore già all’opera con Spiritualized, Mogwai, Grinderman, Liars e tanti altri.

Il trio non poteva scegliere miglior apripista di “Desert Daze”, un pezzo che rovescia il nuovo sound sull’ascoltatore in tutta la sua massiccia brutalità. Batteria dritta e tellurica, basso metallico a segnare il passo e una chitarra che scava i solchi nel deserto siderale di un pianeta inesplorato e avvolto in una notte eterna. “All Your Pain” e “Closer/Deeper” insistono negli stessi territori gelidi e spaventosi, aggiungendo violente screziature blues la prima e una ripida e vorticosa struttura chitarristica la seconda. Nella violenta “Juggernaut”, tornano invece a farsi notare l’anima nera dei catanesi e una vicinanza alle melodie epiche del gothic-rock più romantico e maestoso.

Quelli citati sono tra gli episodi che chi vi scrive ritiene più pregnanti e sui quali indugia più spesso, con la certezza però che ciascun lettore ne preferirà degli altri. Poiché “Avalanche” è concepito come un viaggio, un imponente flusso di canzoni che scroscia come una tonante cascata psichedelica. Una sequenza che, ascoltata per la prima volta, ha ispirato Marco Baldassarri (fondatore dei Sonic Jesus) per il dipinto scelto dalla band come copertina del disco.

Incapaci di prevedere quali saranno le prossime mosse del gruppo, nonché impazienti di poter assaggiare anche live questa valanga psych-gaze, abbiamo un’unica scelta possibile: schiacciare play ancora una volta su uno dei dischi rock italiani dell’anno.

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04/06/2021

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Corrado, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Desert Daze
  2. 2. All Your Pain
  3. 3. Closer/Deeper
  4. 4. Juggernaut
  5. 5. Avalanche (Legion 5)
  6. 6. Barricades
  7. 7. Sinking In To You
  8. 8. Scar

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