Geoff Barrow (Portishead) leaves Beak>. Uncertain future for the Bristol band

29-09-2024

Rischia di finire precocemente l’esperienza dei Beak>. Attraverso un post sui social, la band di Bristol ha annunciato un’importante svolta: Geoff Barrow, ex-Portishead, membro fondatore nonché figura chiave del gruppo, ha deciso di lasciare il progetto. Barrow, noto anche per la gestione dell’etichetta Invada, da sempre casa dei Beak>, ha scelto di ritirarsi dalle attività musicali del trio, segnando così un periodo di pausa indefinito per il progetto.

Solo pochi mesi fa, a giugno, i Beak> avevano sorpreso il pubblico con l’uscita del loro quarto album in studio, intitolato “>>>>“, e ad agosto avevano suonato in Italy nell’ambito della rassegna Concerts nel Parco, a Villa Manin, Codroipo (Udine).

Nonostante l’addio di Barrow, il progetto Beak> proseguirà con Billy Fuller e Will Young, che resteranno membri attivi della band.

Ecco il comunicato ufficiale dei Beak>:

“Ciao. Ciao.

Dopo quasi 16 anni di malelingue e decisioni prese senza pensarci troppo, Geoff ha deciso di lasciare i Beak>. I nostri concerti in Gran Bretagna ed Europa di quest’anno, insieme a quelli previsti negli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno, saranno gli ultimi con lui”.

Nel loro quarto lavoro, “>>>>” Barrow, Billy Fuller e Will Young proseguono nella rivisitazione del kraut-rock in salsa Bristol/post-rock. Imperturbabili, ambigui secondo natura, densi e pronti a slanci d’innocente ingenuità, i Beak> realizzano l’album più eclettico, imperscrutabile ed elaborato della loro carriera. Le polverose sonorità dei vetusti e consunti sintetizzatori di Billy Fuller, il chiacchiericcio delle chitarre di Will Young, più inclini a tessere dei groove che a mietere vittime tra gli amanti degli assolo, il canto svogliatamente noir e saturo di Geoff Barrow sono gli elementi base di un album dove lo stesso termine groove diventa obsoleto, avendo i Beak> infranto anche quest’ultima barriera. Inutile districarsi in cerca di un appiglio melodico, la seduzione di “>>>>” è racchiusa in angosciose cadenze di synth che cedono il passo a cupi intrecci di basso e chitarra che inseguono una melodia minimale ed evanescente.

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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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