The Bug e Ghost Dubs che pubblicano uno split insieme sono l’equivalente dub di due guitar hero in un unico assalto sonoro. Da una parte Kevin Richard Martin, nome centrale della scena Dubstep e grime, autore di “Skeng“; dall’altra Michael Fiedler, sound designer maniacale del dub contemporaneo, già autore di “Damaged“. Pubblicato su Pressure e masterizzato da Stefan Betke, “Implosion” non tradisce la promessa di un impatto fuori scala. Parliamo sempre di dub, ma prodotta da un’officina siderurgica.
Se l’opera è preziosa, è perché entrambi portano il proprio arsenale senza cedere un millimetro all’altro. Il risultato è uno scossone infinito di basse frequenze e crepitii su cui si innestano, con eleganza e ferocia, elementi che da soli basterebbero a giustificare il sodalizio. Un fuoco monocromatico di accordi derealizzati, fruscii e microsuoni organici che richiamano la ruvidità di “Damaged” e un carattere brumoso che potrebbe uscire dal catalogo Modern Love più soffocante. Il merito evidente dell’intervento di Martin è la capacità di dare ordine a ogni detonazione: più che uno split, pare un organismo unico. Ghost Dubs lancia le scintille, The Bug affila gli angoli.
Alternando una traccia a testa, i due si compensano: “Militants” ne è la prova più netta, e i dj troveranno materiale incendiario quanto gli appassionati si perderanno in queste scosse di pura energia. Rispetto all’illbient più dispersivo di “Machines I-V“, qui ogni colpo trova una collocazione, ogni distorsione ha un peso. Tutto ciò che vibra sotto i 50 Hz è un abisso claustrofobico, a cui si somma una vena ansiogena che arriva dalla lunga discografia di Martin. La melodia compare più come breve spiraglio che come vero tema, e il resto è un ammasso di texture gargantuesche. Un monolite che parla alla sua nicchia, ma con un’intensità che pochi riescono a raggiungere.
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10/12/2025
This article is an English translation of the original Italian text by Alessandro Giustiniano, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.