Ciononostante, il suo secondo album, “Long Awaited Journey” (2017), ha generato a oggi otto milioni e mezzo di streaming su Spotify: per un disco di musica sperimentale senza il supporto di un’etichetta, per giunta proveniente da una scena periferica, si tratta di una cifra notevole.
Ci sono pochi paragoni per un disco del genere, una di quelle rare opere che sembrano occupare uno spazio a parte. Le influenze spaziano da Igor Stravinsky a Béla Bartók, da Terry Riley al massimalismo, dalla musica folk ebraica (con particolare attenzione per il folk ladino, tipico degli ebrei sefarditi, e le sue scorie di musica araba e iberica) all’epicità delle colonne sonore dei videogiochi del nuovo millennio, mostrando grande virtuosismo sia nell’esecuzione manuale (le parti di organo elettrico), sia nella manipolazione di campionamenti e fonti sonore, quest’ultima a tal punto che non è ben chiaro cosa sia reale e cosa no (se i grandi tappeti orchestrali, in particolare quando entrano gli ottoni, sono palesemente elettronici, su altri elementi è difficile districarsi, soprattutto per quanto riguarda gli sciami di strumenti percussivi e i liuti tradizionali, anch’essi impiegati principalmente per il supporto ritmico).
La musica segue lo stesso schema per l’intera durata, con momenti di irrefrenabile trasporto – grazie a suoni vorticosi che creano tensione e vanno in accumulo, arrivando a frastuoni nel segno di una grandeur marziale – che si stemperano in pause d’atmosfera, la cui stasi o fluisce gradualmente in un nuovo crescendo, o viene spezzata di punto in bianco riportando repentinamente l’arrangiamento al massimo della potenza.
Il mare del silenzio rivela segretie il mondo intero tace;
e dietro la macina
il fragore del fiume non si ferma.
Il nero della notte continua ad avanzare,
stendendo ombra su ombra, raddoppiando;
silenziosamente, nel mare delle tenebre,
cadono una stella dopo l’altra.
E mentre il mondo tace,
lo sento: il mio cuore è sveglio e parla;
lo sento: una sorgente pura
sgorga lentamente lì e si ingrandisce.
Il cuore mi dice in segreto:
“Figlio mio! I tuoi sogni si sono avverati;
una stella è caduta dal cielo –
credimi – non era la tua.
La tua è ben salda
e brilla nel suo quadrante;
alza i tuoi occhi – eccola lì,
scintilla e ti offre conforto”.
E mentre il mondo tace,
mi siedo e guardo la mia stella;
non ho che un mondo –
il mondo che è nel mio cuore
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
20/08/2024
This article is an English translation of the original Italian text by Federico Romagnoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.