LUMP è uno Yeti senza faccia, col pelo rossastro e ben ammorbidito dal balsamo. Potete dargli uno sguardo: lo trovate accucciato sulla copertina di questo disco, oppure potete ammirarlo ballare soave nei video dei singoli e in tutto il materiale promozionale. LUMP è una creatura. LUMP è un prodotto, come declama Laura Marling nella traccia programmatica che chiude questo Lp alla maniera dei titoli di coda di un film. Un po’ si tratta di una provocazione in linea con i testi taglienti che la cantautrice del Berkshire indirizza alla società post-consumista, ma soprattutto è una definizione che conferisce a LUMP un’identità, artificiale o no che sia, tutta sua. Che lo stacca dai genetisti che gli hanno dato vita. Bastano due minuti della opener “Late To The Flight” a mettere tutto in chiaro: le due menti dietro il prodotto LUMP sono ben percepibili, ma il risultato del loro incontro non ha precedenti nelle rispettive discografie. Ed è un incanto: Mike Lindsay dei Tunng lascia che lenti arpeggi di chitarra folk e la voce angelica di Laura, ora rarefatta ora sdoppiata, si smarriscano tra synth spumosi, droni che ronfano come vecchi frigoriferi e una pioggerella di flauto.
È solo il primo di sei – senza contare “LUMP Is A Product (Credits)” – avvolgenti scenari elettroacustici, dove il canto duttile e voluttuoso della Marling incontra fondali per lei inediti. Dalle sfumature di “Late To The Flight” germoglia la seconda di queste visioni, una “May I Be The Light” che srotola una preghiera buffa e nevrotica su un manto di bassoni glitch. Al centro del disco ne troviamo il cuore pulsante: “Curse Of The Contemporary”. Art-pop sfarzoso, dove la voce della Marling, qui diva più che mai, si avvita e distende tra pregiati ricami di chitarra e fiati lussureggianti.
Già preziosi individualmente, i brani acquistano ancora più valore considerati come un tutt’uno. Grazie all’encomiabile lavoro di legatura effettuato da Lindsay, si passa da scene musicali, tra loro quasi antitetiche, con fluidità e definizione incredibili. Come quando i riff di tastiere moroderiane che fanno da impalcatura al salace numero electro “Hand Hold Hero” si dissolvono nella pace ambient all’inizio di “Shake Your Shelter”.
LUMP è un prodotto di Mike Lindsay e Laura Marling, dice quest’ultima con fare robotico in “LUMP Is A Product (Credits)”. Ma non dimentica di citare anche tutti gli altri strumentisti e produttori che hanno lavorato alla realizzazione del disco, senza la cui dedizione certosina un prodotto così interessante e riuscito non sarebbe stato possibile. Perché la più grande forza di “LUMP” è come questo disco offra, mediante trame e texture tutt’altro che semplici, musica immediata, immaginifica e altamente coinvolgente. LUMP è un piccolo miracolo.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
18/06/2018
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Corrado, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.