JURI CAMISASCA / ROSARIO DI BELLA - Spirituality

2016 (C.a.m.-sugar)
alt-pop, electronic

Sono due cantautori molto diversi, Juri Camisasca e Rosario Di Bella: il primo, milanese d’origine, esordisce a ventidue anni con “La finestra dentro” (1974) grazie alla spinta del mentore Franco Battiato, prefigurando una certa inquietudine esistenziale che lo porterà, alla fine del decennio, a scegliere di ritirarsi a vita monastica; il secondo, poliedrico cantautore siciliano, ha invece una prolifica e lineare carriera alle spalle che annovera, tra le altre, anche una lunga serie di colonne sonore per teatro e televisione. Da tempo, entrambi vivono tuttavia in solitudine alle pendici dell’Etna, fino a quando Rosario sente l’impulso di condividere l’idea di un concept-album sugli arcangeli con Juri Camisasca: così, dopo diciassette anni di silenzio discografico da “Arcano Enigma” (1999), il monaco ritorna sulle scene incidendo su disco con l’amico Rosario una nuova e personale idea di “spiritualità”, contrassegnata da sfondi elettronici e canti gregoriani, dove lo spirito sperimentale del primo si fonde con il pop del secondo delineando una religiosità suadente, che tramite l’insegnamento esicastico, invita alla ricerca della pace e dell’armonia con la natura.

L’album inizia con la splendida benedizione di “Pace”, sincopato ed elettrico augurio a un mondo che tutto crea e possiede eppure non riesce a trovare la pace, scosso com’è da una allarmante crisi di valori (“io potrei augurarti una montagna di cose/ ma ogni cosa ha un prezzo e poco valore/ e per questo adesso io ti auguro pace/ pace ai tuoi occhi, pace al tuo dolore”). E’ una messa per anime sole e stanche, che continua poi nella liturgia pianistica di “Gabriel” e nella consolazione sintetica de “Il canto della beatitudine”, in cui forte è il rimando al primo Battiato, mentre l’evocativa preghiera latina di “Deus meus” finisce per prendere il via nei vertiginosi territori degli Enigma.

A questo punto, troviamo una delle canzoni più rappresentative del conio, la controversa “Se incontri il Buddha”, la quale richiama un noto koan della filosofia zen che invita a uccidere il Buddha ogniqualvolta egli si presenti sulla nostra strada: la traccia è, chiaramente, una drastica e allegorica negazione verso le proprie dipendenze fisiche e psicologiche, che riporta alla mente anche l’episodio biblico in cui Gesù incita i suoi discepoli a odiare i propri figli e genitori, alludendo anch’egli – ovviamente, in senso figurato – al ripudio dei legami carnali che essi rappresentano.

Later on, there is room for a jovial reggae number railing against appearances ("Cogli l'essenza") and for an angelic, mystical reverie ("Uriel"), but elsewhere too the duo's vision proves just as evocative: the English-language electro-pop infatuation of "Space And Flowers" and the divine, minimal-pop emanation of "Suprema identità" then carry us into the cosmogonic revelation of "Il mondo è costruito sull'amore", sung with tenderness by Di Bella who, with touching sincerity, reminds us how often humility is the key to a fuller, happier life.

Rientra, invece, nelle corde vocali del suo autore “Sun in the rain“, canzone resa già indimenticabile nella versione di Alice, ma a tornare è anche il sincero amore che lega Camisasca all’Oriente (“Luce dell’India”). Chiudono infine la scaletta la trascendentale title track “Spirituality”, sinfonia strumentale e siderale in stile kosmische musik, e la breve preghiera mariana di “Shlom Lech Mariam”, recitata con enfasi in lingua aramaica.

Senza dubbio, non ha tradito le aspettative il ritorno sulle scene di Camisasca, che con Di Bella ci dona un disco intimo e solenne, carico di una spiritualità meravigliosamente panteistica e priva di barriere geografiche, dimostrando con l’affetto di un padre amorevole e severo quanto oggi ci sia ancora bisogno di “pace in terra agli uomini, pace in cielo al vento/ ad ogni filo d’erba scampato al cemento/ pace a chi ritorna come acqua al mare/ pace a questo tempo che non parla d’amore”. Con “Spirituality”, il duo Camisasca-Di Bella vuole quindi rammentare a questo mondo come ci sia ancora nobiltà nell’essere umano, ricordandoci dell’urgenza di un dialogo interreligioso e di un ritorno alla semplicità, perché se è vero che spesso la paura ci divide, non dobbiamo mai dimenticare come il mondo sia (ancora) costruito sull’amore.

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14/06/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Valeria Ferro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Pace
  2. 2. Gabriel
  3. 3. Il canto della beatitudine
  4. 4. Deus meus
  5. 5. Se incontri il Buddha
  6. 6. Cogli l'essenza
  7. 7. Uriel
  8. 8. Space and Flowers
  9. 9. Suprema identità
  10. 10. Il mondo è costruito sull'amore
  11. 11. Il Sole nella pioggia
  12. 12. Luce Dell'India
  13. 13. Spirituality
  14. 14. Shlom Lech Mariam

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