È una lenta e sgraziata liturgia dub-hop a prendere forma in queste dieci tracce, a concedere inaspettatamente ben poco spazio a eventuali accelerazioni ritmiche, a indicare parola per parola la completa immersione emotiva del Gonja nella stesura del mini-disco in questione. Il lamento pachidermico e di hayesiana memoria dell'introduttiva "White Picket Fence", così come il duetto esoterico di "Feedin' Birds" messo in piedi con la propria consorte, ci consegnano un Valentine in apparenza dimesso, ma interiormente acceso e fisiologicamente "deturpato" da coloro che mostrano timore verso Dio e disprezzo nei confronti della vita. La successiva "Nikels And Dimes" è contornata poi da un climax melodico di grande presa, al contempo erotico e cavernoso.
Sedotti in parte anche da questa nuova predisposizione sonora, non ci resta che aspettare la trasmigrazione definitiva nel secondo attesissimo Lp.
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01/02/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.