A conferma di un avvicinamento alle rime, spunta per l'occasione anche il rapper Blu, a suo agio nel trotto tenebroso di "EatFish", stoppato con grazia dall'invocazione sufista del Gonja. Prodotta da Jhonson&Chanson, o meglio lo stesso Blu in compagnia del valevole producer Mainframe, resta però l'unica traccia realmente degna di nota di "Ninth Inning".
La stessa title track mostra un'andatura imbarazzante. La voce sporca di Valentine aggiunge ben poco all'impasto nell'ondulazione sciamanica di "Demonchild", mentre l'escursione trip-hop in scia Barrow di "The Lows" pare solo una sbiadita ripresa, imbrattata di protesta gratuita, dei cari andazzi bristoliani.
In definitiva, per il futuro non ci resta che sperare in una sensibile sterzata d'intenti, suoni e melodie da parte dell'amato maestro Yoga, confidando magari in una ritrovata armonia interiore. In vista dell'album vero e proprio, già ampiamente annunciato da madre Warp, sarebbe cosa buona e giusta.
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20/11/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.