POST NEBBIA - Pista nera

2024 (Dischi sotterranei)
singer-songwriter, indie wave

Tutto inizia da un altoparlante immerso nella tormenta che, con tragicomica “inflessione Luca Zaia”, diffonde urbi et orbi la comunicazione di servizio del piccolo “Leonardo”, smarritosi in cima alla seggiovia di una stazione sciistica.

“Ripeto: Leonardo si trova al rifugio in cima alla pista”. E il nome del rifugio, come quello del bambino, d’altronde, è tutto un programma: “Pista Nera”.

Fra Dante e “Shining“, Courmayeur e “Il sacrificio del cervo sacro”.

I Post Nebbia tirano fuori il loro disco di Natale post-nucleare, post-genocidio, post-salario minimo, post-fallimento del welfare, post-fuga dei cervelli, post-riscaldamento globale, post-università telematiche. Rimangono il soffio distinguibile del vento e un bambino smarrito. O i genitori chiamati a recuperarlo entro la chiusura del rifugio che, si sa, in nessun caso potrà andare oltre l’orario.

Siamo noi il bambino. O forse i genitori, o ancora i gestori senza volto del rifugio.

Comunque, la verità è una e ha le sembianze di quella casa di “Pastafrolla” che è il nostro mondo: tenuto insieme da farina e uova e pronto a crollare alla prima pioggia, per divenire un ingombro. Di quelli informi. Che bloccano la strada. “Era tutta una bugia/ La montagna con i tuoi/ La notte al mare con i fra/ Ad aspettare l’alba/ Mi son detto una bugia/ Quando mi son detto che/ Sarebbe stato tutto ok/ Ma quel mondo non è qui con me”. Parole e immagini che fanno strada a una forma di consapevolezza toccante, intrisa di urgenza, da dire ora o mai più. Ed è certamente qualcosa di generazionale questo fare il punto di una personale e collettiva disillusione, al giro di boa dei 25 anni, con della rabbia in corpo, oltre che disorientamento e paura.

At the same time, though, the images portraying this "Statonatura", the carcass of a world defended by barbed wire, are so powerful, so visionary and dystopian that they draw in any listener. The discourse is as precise and sharply focused as the chant-like whisper of Carlo Corbellini manages to become a scream, when he invites you to contemplate the seed of destruction beyond the "schermo della call su Google Meet".

“Pista Nera” è un disco importante. Può parlare alla Generazione Z, agli “studenti della bicocca/ che divorano a bocconi quelli della cattolica/ programmatori, pubblicitari, che incendiano i vestiti nella notte più gelida”, così come ai millennials che si sono appassionati alle decadenze dei Verdena, o ai milanesi che ammazzavano il sabato ai tempi degli Afterhours, ma finisce con l’avere un respiro di intimismo distopico in cui persino i cuori emo di ogni età, che impazziscono per i Fontaines Dc, hanno amato il return dei Cure o gli latest Pixies, potranno riconoscersi.

Alla fine “Pista Nera” è un album rock. Dentro ci sono tre musicisti in cerca di cantautore e un cantautore in simbiosi con tre musicisti. Con Carlo Corbellini (che qui produce, subentrando a Fight Pausa, impegnato questa volta solo in fase di missaggio) suonano Giulio Patarnello, che riscalda tutto con i suoi appoggi di piano Wurlitzer e i pad di sintetizzatore Prophet, il basso di Andrea Cadel e la batteria secca, quasi garage (fatto salvo il motorik tra Can e Original Mirrors di “Statonatura” e le scomposizioni June Of 44 di “Kent Brockman”) di Giovanni Dodini. 

Il sapore obliquo e psych-pop di “Entropia Padre Pio” e Canale paesaggi rimane in filigrana. Qui i timbri si affilano, le strutture mirano all’essenzialità, il suono ha la compattezza dell’esecuzione live. Però, andando più a fondo negli ascolti, si possono cogliere delle continuità fra una “Notte limpida” e le divagazioni post-rock di pezzi come “Viale Santissima Trinità”, o “Vietnam”, per fare solo due esempi fra i tanti che saremmo curiosi di riascoltare in concerto eseguiti da questa formazione affiatata e pronta a partire per un tour che la porterà in giro per l’Italy e al prestigioso showcase olandese ESNS (Eurosonic Noorderslag). Una continuità, si diceva, che è rappresentata dall’estro armonico della scrittura.

Arriva sempre l’accordo inquieto, il vezzo accattivante di non risolvere l’armonia e aggiungere quel tocco di imprevedibilità all’insieme che riporta quasi al modo leggero di dire “non c’è scampo”, caro a maestri di ironia come gli Os Mutantes, o Secos & Molhados. Ascoltare per credere. 

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27/11/2024

This article is an English translation of the original Italian text by Piergiorgio Pardo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Leonardo
  2. 2. Io non lo so
  3. 3. Pastafrolla
  4. 4. Piramide
  5. 5. Statonatura
  6. 6. Super sconto
  7. 7. Giallo
  8. 8. Lingotto
  9. 9. Kent Brockman
  10. 10. Municipio
  11. 11. Pista nera
  12. 12. Notte limpida

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