Instancabile manipolatore e campionatore sempre più meticoloso di suoni e umori rigorosamente eighties, con "Freaking Out" la punta di diamante di casa Carpark perfeziona ulteriormente il suo caliente microcosmo costellato da morbide collisioni chilly e briosi vezzeggiamenti synth-pop, a descrivere un immaginario fantasioso, ovviamente dirottato verso spiagge assolate e malinconiche risacche.
Basso funky rafforzato, synth irresistibile ed ecco partire "All Alone". È tutto un susseguirsi di giravolte elettriche e hula hoop sintetici. "Freaking Out" raccoglie il testimone e accende nuovi colori. Sembra di girare su una giostrina posta ai bordi di una spiaggia. "Sweet" accelera e mostra scenari del tutto inaspettati. Chaz remixa se stesso in un incredibile tambureggiare retro-futurista.
Toni decisamente più morbidi, ma non per questo meno accattivanti, delineano il crescendo estatico di "Saturday Love". Ma la vera apoteosi risiede tutta in "I Can Get Love": cassa dritta, pulsazioni liquide, stop&go di gran classe, e via alle danze. Bundick ingrana la sesta e supera tutti.
È solo l'assaggio di un nuovo approccio o uno splendido caso isolato? Ne sapremo certamente di più nel prossimo, attesissimo disco. Intanto, gustiamoci a occhi chiusi questa breve, nuova ed esilarante prova del giovane musicista americano, sperando che l'immediato futuro possa regalarci ulteriori caldissime scappatoie dal gelido inverno e dalla grigia quotidianità.
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20/11/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.