BYETONE - Symeta

2011 (Raster-noton)
electronic

Prima la morte del tipografo, ora mr. Olaf Bender torna sul luogo del delitto. E lo fa con occhio diverso, con lo sguardo meno crudo. Con un piglio da master della vivisezione sonora, questa volta decisamente virata all’umanità. Dalla Raster-Noton sono sempre emerse fotografie lucide, chiare e semplici. “Symeta” segna, alla maniera di “Univrs“, un next-step. Anche qui, come per la creatura di Alva Noto, ad essere esplorato è un tutto.

Non siamo (solo) nel glitch, non siamo nell’electronic più fluida, non siamo nemmeno nella techno più serrata. Il limbo è la via, e lì si trova a vivere ed emergere “Symeta”. Precisione – è il caso di dirlo – svizzera nel beat che entra, negli sfasamenti sonori, nei piani che si intersecano. Il tutto sotto una luce diversa. Più umana, come si diceva, più colorata e pacata. Non il panzer tagliente che asfaltava strade infinite con parallele e perpendicolari a creare continui angoli a novanta gradi, ma un senso estetico che sublima un mix di linee dritte e curve.

Un’electronic molto più edulcorata, che dai data passa alle emozioni vissute da chip. Un’electronic che ne esce umanizzata nella sua dimensione più superficiale e che trova, in maniera concettualmente non diversa dall’esordio di Kuedo, una via esile per risultare catchy.

Parte “Topas” e vi sembrerà di ascoltare “Plastic Star”, dal disco precedente, addolcita: intro da abc del glitch, linee di synth in replay che avanzano, Pan Sonic zuccherati che mettono la quarta e il gioco è fatto. Ascolti “T-E-L-E-G-R-A-M-M” e capisci perchè pensi Germania e il pensiero va subito a Dusseldorf: beat imborghesito, Kraftwerk che furono davvero buoni maestri e manopole che girano a creare estasi sintetiche. E se “Neuschenee” è un trait d’union tra l’isolazionismo più glaciale e certi tepori glitch-dub di Loscil o Porn Sword Tobacco, la deliziosa “Opal” è tech-minimalismo grigio da scuola Raster. E laddove “Helix” – sferragliante artiglieria noise in stato di grazia – e “Black Peace” riportano in vita le fabbriche dismesse dei Pan Sonic più arrabbiati e truci, ecco che arriva “Golden Elegy” con la sua purezza dub-noise colorata di venature celesti.

Byetone in quindici anni di carriera ha pubblicato tre album. Il primo nel 2003, il secondo nel 2008 e ora, “Symeta”. E con quest’opera si colloca stabilmente nell’Olimpo di chi ha segnato in maniera indelebile gli ultimi tre lustri. “Symeta” è un disco conciso, essenziale, che parla semplice. “Symeta” è simmetria, sintesi e (meta-)strutture. E ci dice che si può essere dolci anche nel grigiore. Perché sono le sfumature a dare vita ai colori.

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01/11/2011

This article is an English translation of the original Italian text by Alberto Asquini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Topas
  2. 2. T-E-L-E-G-R-A-M-M
  3. 3. Neuschenee
  4. 4. Opal
  5. 5. Helix
  6. 6. Black Peace
  7. 7. Golden Elegy

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