Paesaggi retrofuturisti, stalattiti e stalagmiti, grotte, gocce che si cristallizzano. L'universo sonico del buon svedese è conforme alla sua provenienza. Ma, come detto, "New Exclusive Olympic Heights" sa scaldare, a suo, anche se personalissimo, modo. Le brevissime tracce che si avvicendano creano acquerelli fugaci, dipinti quasi con fretta, la cui attitudine, tipicamente impressionista, tratteggia lande desolate in odor di crepuscolo. Le note di pianoforte si fondono sempre alla perfezione con le tastiere e i synth. E sono note che paiono disegnare pindarici voli di uccelli, in un moto continuo e alienante, proiettando l'ascoltatore in una realtà tanto razionale e reale – quella nordica – quanto astratta e impalpabile.
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15/07/2007
This article is an English translation of the original Italian text by Alberto Asquini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.