ONEIDA - Preteen Weaponry

2008 (Jagjaguwar)
kraut-rock

Annunciato come prima parte di una trilogia denominata “Thank Your Parents”, “Preeten Weaponry” dimostra, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, che gli Oneida sono uno dei più grandi gruppi rock (nel senso classico del termine) in circolazione. E non che ne siano rimasti molti in verità.

Guardando a ritroso i loro dischi si scopre come, pur su di un impianto sonoro coerente e fortemente caratterizzato, la band abbia costantemente variato la propria proposta, mostrando un eclettismo davvero invidiabile, anche se non sempre sorretto dal massimo dell’ispirazione. “The Wedding”, per dire era abile nel mischiare le carte, presentandosi in una livrea pop luccicante, pur non rinunciando alle consuete epilessie disarmoniche, mentre già il successivo “Happy New Year” si mostrava carente dal punto di vista della pura composizione, nonostante un suono variegato e ben amalgamato.

Allora questo “Preeten Weaponry”? “Each part was recorded at different times and in different states of mind, but all on the same day”. Un trip quindi? Esatto. “Preeten Weaponry” è un disco di kraut-rock come se ne facevano una volta, una sorta di Hawkwind meets Suicide meets Neu, che poi è la cifra stilistica del gruppo.

Qui però è la monotonia a farla da padrona, una monotonia ancor più pronunziata e ipnotica, come nella prima parte della suite (“Preeten Weaponry Part 1”), dove la batteria scandisce una ritmica robotica su cui è costruita un’intricata texture di synth e chitarra.

Il suono è ciclico e minimale, ma ordinato e sistematico. Il paragone con pezzi come “Sheets Of Easter“ o “Antibiotics” ha infatti poco senso. Laddove, in quel caso, gli Oneida davano sfogo alla loro dirompente fisicità, qui c’è controllo, quasi che la tensione sia implosa o addirittura trattenuta.

La seconda "Preeten Weaponry" è però il pezzo forte del disco. Immaginate un gigantesco moloch krautedelico che avanza lentamente senza lasciare scampo all’ascoltatore. Quando poi entra in gioco la voce, la suite prende definitivamente quota andando a raggiungere le vertigini cosmiche degli Ash Ra Tempel. La terza parte è invece quella più debole. Qui infatti il drumming alienante di Kid Millions mal si amalgama alla foggia da stasi psichedelica della tessitura, e questa discrasia rende il suono parecchio confusionario. Ciò non inficia, comunque la validità complessiva del disco.

Insomma, se “Preeten Weaponry” potrebbe inizialmente sembrare solo l’antipasto della trilogia – che prevede poi un triplo come secondo capitolo – col passare degli ascolti non tarda a rivelarsi disco di grande coesione, e che ha una sua dignità indipendentemente da ciò che verrà.

OndaRock Logo

Ride the wave of great music

Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.

30/07/2008

This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Ciarletta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Preeten Weaponry Part 1
  2. 2. Preeten Weaponry Part 2
  3. 3. Preeten Weaponry Part 3