Qualcosa si muove nella galassia dei Sonic Youth. La storica formazione noise-rock sembra pronta a lanciare qualche novità nel 2026. La band newyorkese, formata da Thurston Moore, Kim Gordon, Lee Ranaldo e Steve Shelley, si era sciolta nel 2011 dopo tre decenni di attività, complice anche il burrascoso divorzio tra Moore e Gordon. Da allora, una reunion è sempre apparsa improbabile, anche se lo stesso Moore, all’inizio di quest’anno, aveva ammesso che il loro lavoro comune sembrava ancora “incompiuto”. Prima di quelle dichiarazioni, Moore, Ranaldo e Shelley erano già tornati a suonare insieme sul palco a New York.
Ora, però, qualcosa sembra muoversi davvero. Ieri, 26 settembre, è infatti ricorso il trentesimo anniversario di “Washing Machine” e, per l’occasione, la band ha diffuso un’immagine enigmatica: la celebre illustrazione della lavatrice che campeggiava sulla copertina del disco, con la scritta “2026” al posto di “Sonic Youth”. L’immagine è apparsa anche sull’account Instagram di Kim Gordon, alimentando le speculazioni su un possibile progetto per l’anno prossimo.
Alongside the post, Gordon wrote: "This was my favorite recording experience with Sonic Youth: we went to Memphis, ate a ton of barbecue, went to Al Green's church on Easter Sunday, and came up with some great jams!"
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Un mese fa, nel corso di una lunga intervista a Rolling Stone, Thurston Moore aveva escluso la possibilità di una vera e propria reunion dei Sonic Youth. “Non sento nostalgia, sento curiosità per il futuro”, afferma, aggiungendo che le reunion spesso diventano “un esercizio di brand più che musicale” e che replicare l’energia giovanile originale è impossibile: “Vedere gente sui settanta che cerca di ricreare i vent’anni… non fa per me”.
After splitting up with Kim Gordon, their relationship remains collaborative but not geared toward nostalgia: "Our journey has been a solid one, spanning over thirty years of career, and our legacy stands on its own," Moore told Rolling Stone.
Riguardo al nuovo panorama pop, Moore ha sottolineato come i grandi festival siano sempre più dominati da produzioni elaborate e performance visive. “È la Disneyficazione della musica, che attraversa il pubblico del rock fino a chi non è investito nel genere. Io preferisco l’interazione più intima tra musicisti, vedere qualcuno suonare una chitarra collegata a un amplificatore”. Tuttavia ha riconosciuto il valore di artiste come Olivia Rodrigo o Chappell Roan, apprezzandone l’impegno sociale e culturale: “Non stanno vendendo l’anima; fanno cose intelligenti e hanno una voce significativa”.
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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.