Manu Chao announces his return to the Italian live stage: here are the five tour dates

12-06-2025

Manu Chao annuncia il ritorno live in Italy con cinque nuovi concerti, prodotti da VignaPR e AND Production, in programma questa estate: il primo è fissato per sabato 26 luglio al Parco Mediceo di Pratolino a Firenze per Musart Festival, il 29 luglio a Villa Erba a Cernobbio per il Lake Sound Park, l’1 agosto al Parco Fluviale di Santa Sofia (FC) per acieloaperto festival, il 4 agosto in Piazza del Luogo Pio a Livorno e il 10 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani di Alghero. I biglietti per i nuovi appuntamenti saranno in vendita a partire dalle ore 12 di venerdì 13 giugno online su Ticketone.it, Ticketsms.it, Eilo.it e Ticketmaster.it. Tutte le informazioni su queste nuove date sono disponibili sul sito www.vignapr.it

Jose Manuel Arturo Chao Ortega, in arte Manu Chao, è da sempre considerato uno degli artisti più liberi, non conformi alle regole del mercato, autentico punto di riferimento del panorama musicale internazionale.

Con i Mano Negra prima e da solista poi ha scritto pietre miliari della musica rock, folk e alternative, come “Clandestino” (1998), e ha ispirato milioni di musicisti in tutto il globo, recentemente anche il giovane e talentuoso Alfa, con cui ha realizzato il singolo “A me mi piace”, che è già diventata la hit dell’estate in Italy ed è entrata nelle classifiche dei singoli più ascoltati in Francia, Spagna, Belgio, Svizzera e Austria.

Con il bestseller “Clandestino” (1998) da oltre quattro milioni di copie vendute – con hit come la title track, “Desaparecido” e “Je ne t’aime plus” – Manu Chao ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, assurgendo a simbolo della battaglia antagonista e, all’epoca, no global. Ma in realtà, dietro la retorica e le facili etichette, il personaggio si rivela più complesso e sfaccettato, costantemente bilico tra le tentazioni propagandistiche e una sensibilità intimista, che scava nella realtà quotidiana con animo dolente e disincantato.

Nato a Parigi il 21 giungo del 1961, da un padre originario della Galizia e da una madre di Bilbao, l’incontenibile Oscar Tramor, alias Manu Chao, ha guidato la band fra il 1987 e il 1994, in simmetria con i rivali Negresses Vertes. Si chiamavano Mano Negra per una sorta di rivalutazione in senso romantico della prima mafia sudamericana. Quella formazione si è sciolta “per esaurimento delle motivazioni originarie” – e, con lei, anche quella concezione musicale battezzata “patchanka”, ardimentoso mélange di suoni da ogni parte del mondo. Ma Chao non è rimasto fermo, e ha stupito tutti con la sua prima prova da solista.

Se i Mano Negra (supporter preferiti di Iggy Pop) puntavano su un rock sovversivo, “encabronado”, come lo definisce Manu Chao, nell’album d’esordio del loro leader, “Clandestino” (1998), prevalgono i ritmi messicani, brasiliani o afrocubani. Sono sedici canzoni (dodici in spagnolo, una in inglese, una in portoghese e due in francese), che raccontano tutti i suoi vagabondaggi in musica. Le atmosfere si ammorbidiscono, come nella malinconica “Desaparecido”, o nella struggente “Je ne t’aime plus”. Tutto è molto fresco, immediato. Il tema del viaggio ricorre spesso, con particolare attenzione alle frontiere, come Gibilterra, tra Spagna e Maghreb, e Tijuana, il sogno americano di chi fugge dal Messico.

Il resto della sua carriera è proseguito tra alti e bassi, ma sempre nel segno di una forte indipendenza compositiva, unita a un messaggio di pace e fratellanza universale.

Nel corso degli anni è stato protagonista in Italy di concerti in grado di richiamare migliaia di persone che con lui condividono la musica e gli ideali. Il suo rapporto con il nostro paese è veramente speciale e quest’anno Manu Chao ha deciso di tornarci per dei nuovi appuntamenti che si trasformeranno in vere e proprie feste per tutti, cantando i grandi inni della sua carriera: da “Mala Vida” a “Clandestino”, passando per “Próxima Estación: Esperanza” fino all’ultimo album “Viva Tu”.

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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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