Manu Chao returns to Italy for 4 summer dates

25-04-2024

Manu Chao torna in Italy. L’ex-Mano Negra si esibirà in quattro appuntamenti live, prodotti da VignaPR e AND Production: il 28 luglio ai Laghi di Fusine di Tarvisio (Udine), il 1° agosto al Circolo Magnolia di Segrate (Milano), il 4 agosto a Fermo al Girfalco e il 20 agosto al Piccolo Parco Urbano di Via Serradifalco 25 a Bagheria (Palermo).

I biglietti saranno in vendita a partire dalle ore 10 del 26 aprile online su Ticketone.it e Dice.

Con il bestseller “Clandestino” (1998) da oltre quattro milioni di copie vendute – con hit come la title track, “Desaparecido” e “Je ne t’aime plus” – Manu Chao ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, assurgendo a simbolo della battaglia antagonista e, all’epoca, no global. Ma in realtà, dietro la retorica e le facili etichette, il personaggio si rivela più complesso e sfaccettato, costantemente bilico tra le tentazioni propagandistiche e una sensibilità intimista, che scava nella realtà quotidiana con animo dolente e disincantato.

Nato a Parigi il 21 giungo del 1961, da un padre originario della Galizia e da una madre di Bilbao, l’incontenibile Oscar Tramor, alias Manu Chao, ha guidato la band fra il 1987 e il 1994, in simmetria con i rivali Negresses Vertes. Si chiamavano Mano Negra per una sorta di rivalutazione in senso romantico della prima mafia sudamericana. Quella formazione si è sciolta “per esaurimento delle motivazioni originarie” – e, con lei, anche quella concezione musicale battezzata “patchanka”, ardimentoso mélange di suoni da ogni parte del mondo. Ma Chao non è rimasto fermo, e ha stupito tutti con la sua prima prova da solista.

Se i Mano Negra (supporter preferiti di Iggy Pop) puntavano su un rock sovversivo, “encabronado”, come lo definisce Manu Chao, nell’album d’esordio del loro leader, “Clandestino” (1998), prevalgono i ritmi messicani, brasiliani o afrocubani. Sono sedici canzoni (dodici in spagnolo, una in inglese, una in portoghese e due in francese), che raccontano tutti i suoi vagabondaggi in musica. Le atmosfere si ammorbidiscono, come nella malinconica “Desaparecido”, o nella struggente “Je ne t’aime plus”. Tutto è molto fresco, immediato. Il tema del viaggio ricorre spesso, con particolare attenzione alle frontiere, come Gibilterra, tra Spagna e Maghreb, e Tijuana, il sogno americano di chi fugge dal Messico.

Il resto della sua carriera è proseguito tra alti e bassi, ma sempre nel segno di una forte indipendenza compositiva, unita a un messaggio di pace e fratellanza universale.

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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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