JAMES HOLDEN - Imagine This Is A High Dimensional Space Of All Possibilities

2023 (Border community)
progressive electronic

Che vadano a farsi benedire le diavolerie della tecnica. Via gps, smartphone, fotocamere. E via pure le compagnie aeree, i voli low cost, le guide a gettone. Per James Holden è tempo di guardarsi allo specchio, chiudere gli occhi e volarci dentro. Il polistrumentista, producer e disc jockey londinese si apre a ogni altra possibilità. Per la precisione: uno spazio ad alta dimensione di tutte le possibilità. Mica poco? Perché “Imagine This Is A High Dimensional Space Of All Possibilities” è un biglietto di sola andata. E l’invito che il musicista fa ai naviganti in ascolto lo lascia sottintendere.

 

Il disco si presenta dunque come un’odissea di suoni, ritmi e fiati messi in fila e a perdita d’occhio. Holden ne cattura una parte a ogni movimento per tracciare rotte “inedite”. La bussola è, va da sé, il background acquisito in vent’anni di mirabolanti escursioni tra l’elettronica da intrattenimento e quella mentalista. Tra i rave di Ibiza e le dune del Sahara. Tra una tentazione cosmopolita e una deriva interstellare.

Dentro le dodici “soste” di “Imagine This Is A High Dimensional Space Of All Possibilities” c’è tantissimo: computer,  sintetizzatori, organo, violino, piano, tabla, chitarra, gong, campane. Ma soprattutto c’è la voglia di lasciarsi andare, verso un universo immaginario. Una destinazione che ha nei personaggi raccolti in cerchio da Jorge Velez in copertina il suo check-in figurato. “Volevo – racconta Holden – che questo fosse il mio disco più aperto, non cinico, ingenuo, indifeso, insomma l’album che volevo fare da adolescente”. E aggiunge: “Ero solito bilanciare la mia radiosveglia su un armadio per catturare i deboli segnali Fm dei pirati provenienti dalla città più vicina, sognando come sarebbero stati i rave quando finalmente avrei potuto scappare e diventare un viaggiatore new age”.

New age, quindi. E qui ci sarebbe da citare un altro universo. Parallelo, s’intende. Quei pianeti che James Holden ha sondato nel corso degli anni, passando dalle distese di Terry Riley alle onde di Aphex Twin. Ma si potrebbero tirare in ballo anche oasi meno note. Insomma, porti poco frequentati. Sarebbe opportuno, infatti, pescare dallo spazio alcuni dischi che come “Imagine This Is A High Dimensional Space Of All Possibilities” avranno sempre il cosiddetto dono dell’ubiquità nel panorama elettronico più o meno sperimentale. Eccone alcuni da epoche sommerse: “Voyage cérébral” di Didier Bocquet, “Firemusic” di Mark Shreeve, “Silver Apples Of The Moon” di Morton Subotnick, “Synthesist” di Harald Grosskopf, “Beam-Scape” di Peter Mergener e Michael Weisser. E a chiudere “Der Traum von Asgard” di Reinhard Lakomy.

Sono sei fughe dalla materia che raramente trovano posto tra i pionieri “altri”. Eppure restano fondamentali per estremismo ed evacuazione; per la capacità di ricreare un vortice in cui lanciarsi a bomba, volendo usare un’espressione antica.

Torniamo però a “Imagine This Is A High Dimensional Space Of All Possibilities”. Alla sua essenza. A quello che Holden vorrebbe emanare. Al foglio di viaggio di cui sopra. A iniziare dalla ciurma, composta da membri della variante live degli Animal Spirits: il batterista amico di lungo corso Tom Page, il percussionista Camilo Tirado, il tuttofare Marcus Hamblett, per l’occasione al contrabbasso e alla chitarra, e il sassofonista Christopher Duffin (Xam Duo and Virginia Wing). Tutti insieme a bordo appassionatamente, per inanellare sensazioni tra le più sparse. Si va dalle evocazioni sciamaniche in “The Answer Is Yes” che rimandano alla fantasia dei Popol Vuh digitalizzati fase “Spirit Of Peace”, alla sospensione ambient alternata a tonfi metallici di “Infinite Fadeout”. E dalle progressioni in scia Berlin school di “Trust Your Feet” al videogame senza quadri di “You Can Never Go Back”. In “Contains Multitudes”, James Holden si spinge addirittura oltre, creando una variante discotecara della pc music di A.G. Cook.

 

In the '70s, Georg Deuter moved to India, to Poona, to transform into Chaitanya Hari, thus becoming a neo-Sannyasin, a disciple of Bhagwan Shree Rajneesh, better known as Osho, and to discover, in the end, that, after all, "silence is the answer". For James Holden, shedding his skin was simpler: all it took was reflecting on himself to give rise to a new awareness.

"The album," he states further in the press release, "is full of things I've come to terms with: I've always hated the call of a wood pigeon, synonymous with the endless boredom of suburban weekends. Even though I learned both piano and violin, I've never used them on my records. I'm embarrassed by my playing and put off by their connotations, but I'm glad both are there. And for a while, from the mid-2010s onward, I couldn't listen to dance music anymore. Just the kick drum would make me jump for the skip button, but I found my way back to it, reclaiming the parts I loved: the hypnotism, the utopianism, the broad cross-cultural freedom. To finally leave behind what I don't need."

Chiaro, no?

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06/04/2023

This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. You Are In A Clearing
  2. 2. Contains Multitudes
  3. 3. Common Land
  4. 4. Trust Your Feet
  5. 5. The Missing Key
  6. 6. In The End You'll Know
  7. 7. Continuous Revolution
  8. 8. Four Ways Down The Valley
  9. 9. Worlds Collide Mountains Form
  10. 10. The Answer Is Yes
  11. 11. Infinite Fadeout
  12. 12. You Can Never Go Back

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