CASPIAN - On Circles

2020 (Triple crown)
post-rock

Quasi cinque anni separano l’uscita dell’ultimo full length dei Caspian dall’ottimo “Dust And Disquiet” (2015), a cui era seguito poco dopo, come sorta di appendice, il singolo “Castle High, Marble Bright” (2016). “On Circles” si presenta come la naturale prosecuzione del percorso artistico della band americana, differenziandosi dagli umori umbratili del predecessore per un più ampio spettro cromatico. Laddove “Dust And Disquiet” era diviso tra irruenza e malinconiche meditazioni notturne e si ammantava di un’atmosfera generalmente scura, il nuovo album del gruppo è più solare e arioso.

Un aspetto caratterizzante del ritorno discografico dei Caspian è il fine lavoro sul piano melodico (esemplare in “Flowers Of Light” e negli otto minuti di “Ishmael”). “On Circles” è infatti un disco melodioso, mellifluo, diffusore di una sensazione di pace profonda, e culla placidamente chi ascolta; è un un mare dolcemente ondoso, solo occasionalmente turbato da qualche incursione violenta (si ascolti la grandiosità post-metal di “Collapser”), che dondola pacamente le imbarcazioni che lo solcano. 

Il fatto che una calma avvolgente si insinui nell’animo dopo l’ascolto dell’intera opera non sta però a significare che gli americani abbiano rinunciato ai loro travolgenti crescendo emotivi (così in “Wildblood” o in “Flowers Of Light”) o a episodi mesti e dolorosi: la lunga “Division Blues”, tristemente combattiva nei primi minuti, si arrende a un sofferto pianto liberatorio accompagnato da un possente muro del suono. Gli elementi acustici fanno infine capolino soprattutto nelle due tracce conclusive che rimarcano la mitezza del nuovo viaggio sonoro progettato dai Caspian.

Come nel caso di “Run Dry” in “Dust And Disquiet“, i due brani cantati (“Nostalgist” e la ballata dolceamara “Circles On Circles”) si rivelano essere i momenti meno brillanti ed entusiasmanti del disco. Nonostante ciò “On Circles” presenta una forte coesione e, pur non discostandosi molto dagli stilemi del genere, si dimostra essere un album estremamente piacevole, affascinante ed emotivamente coinvolgente che siamo felici di accogliere positivamente come l’ennesima buona prova discografica in una carriera ormai quindicennale: che continuino così!

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17/02/2020

This article is an English translation of the original Italian text by Daniel Moor, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Wildblood
  2. 2. Flowers of Light
  3. 3. Nostalgist (feat. Kyle Durfey)
  4. 4. Division Blues
  5. 5. Onsra
  6. 6. Collapser
  7. 7. Ishmael
  8. 8. Circles on Circles