DILAILA - Tutorial

2014 (Niegazowana/ audioglobe)
pop

Nella pletora di gruppi indipendenti nostrani, i milanesi Dilaila sono sempre riusciti a ricavarsi un posticino proprio, mantenendo nel corso degli ultimi due lustri un’identità ben distinta, marcata a fuoco dai bollenti spiriti della vocalist Paola “Dilaila” Colombo, così come da testi sinceri e diretti, il più delle volte legati al vivere di ogni giorno; il tutto dipinto da melodie ora cariche di pathos, ora leggiadre e sbarazzine, tra dolci richiami retrò e atmosfere rock dalle tinte noir.

“Tutorial” è il quarto disco prodotto in undici anni di onorata carriera e segue l’ottimo “Ellepì” del 2010, riconsegnandoci fin da subito un quartetto in splendida forma. A impreziosire ciascuna delle nove canzoni in esso contenute è ancora una volta la straordinaria capacità del gruppo di saper rincorrere a meraviglia le intense esecuzioni vocali della Colombo, mai come stavolta perfettamente a suo agio nelle vesti della chanteuse matura, atta a far “quadrare” i conti della propria quotidianità, tra mostri sotto il letto da combattere e bollette da pagare, baci all’Expo e scomode verità (di coppia) “scritte sul Fluimucil”, lasciato magari sotto ai cd.

La necessità di reinventarsi continuamente e di rinascere (“Storia di una scema che diventò farfalla”), correlata alla vitale capacità di non prendersi mai troppo sul serio, cercando al contempo di fotografare comunque la realtà delle cose, è il trait d’union dell’opera.

La musica attraversa i caroselli e le vecchie radio italiane in un excursus degno dei migliori singoli di un tempo, mentre le parole restano in qualche maniera sempre ben agganciate alla gravosa crisi odierna. Ed è proprio questo straripante cocktail a rendere per certi versi “unica” la ricetta dei Dilaila. Si prendano ad esempio “A caso (Sto pensando a lui)” e “L’amore in fuga”: la prima, con il suo incedere malinconico e supremo, avrebbe fatto gola ai migliori produttori musicali dei Settanta; la seconda, invece, è un desolato affresco sulle penose e ingiuste condizioni nelle quali versano le giovani e brillanti menti italiane (“Sì, le uova friggono, mentre i cuori scuociono, ma i cervelli fuggono da qui”).

Allo stesso tempo, potremmo andare avanti citando Mina, Nada, Mia Martini, Patty Pravo, i Matia Bazar, finanche i Beatles (“I mostri sotto il letto”) senza tuttavia entrare a fondo nell’animo del disco e della band milanese. Sarebbe come eseguire un esercizio alle parallele con la superficialità del caso e con ben poca convinzione. In tal senso, a differenza di tanti altri recenti lavori italiani con più di uno sguardo rivolto alla tradizione e a un certo passato, con “Tutorial” è quantomeno doveroso sottolineare l’ininfluenza e la vacuità del rimando di turno, poiché è ben altro a suscitare emozioni. A prendere il sopravvento sono tre eccellenti musicisti, una voce semplicemente unica nello sterminato universo indipendente tricolore, ma soprattutto canzoni perfette nella loro cruda e intensa spontaneità, la cui sola “colpa” è quella di ritrovarsi a tratti spaesate in un mondo sempre più sordo e imperfetto.

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20/05/2014

This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Storia di una scema che diventò farfalla
  2. 2. Non ci prenderanno mai
  3. 3. Se io fossi la notte
  4. 4. I mostri sotto al letto
  5. 5. A caso (Sto pensando a lui)
  6. 6. L’amore in fuga
  7. 7. Radio '96
  8. 8. Fiori urlanti
  9. 9. Il gran sole di Hiroshima

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