Analogamente a quanto fatto dagli Spiritual Front con il neo-folk, gli Spiral69 filtrano con classe, attraverso una sensibilità intimista e personale, un sound – in questo caso la wave “anni Zero” – che altrove, spesso e volentieri, sa di già sentito.
Gli Spiral 69 hanno comunque diverse anime, diversi spettri da esorcizzare, e se “No Heart” o la title track ce li presentano in veste dolcemente conturbante, altrove i nostri sporcano il loro sound sconfinando in territori industrial-rock (“Dirty”), o si avvalgono dell’elemento sintetico per disegnare traiettorie precise come un orologio svizzero, ma per nulla fredde o impersonali (“Please”).
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19/04/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Pagani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.