FLYING LOTUS - Until The Quiet Comes

2012 (Warp)
electronic

E’ un magistrale cortometraggio di Kahlil Joseph a introdurre il nuovo Steven Ellison. Immagini a rilento. Negritudine on the road. La t-shirt di Dilla a descrivere una vera e propria filosofia, una qualche religione. “Until The Quiet Comes” è un po’ disco della “verità”. La terza “cosa” del manipolatore di L.A. dal cuor tenero e dalla mente altrove.

E così, dopo le piroette aliene di “Cosmogramma”, il loto volante tocca terra. Ellison è finalmente a casa. Alla soglia dei trenta, Steven cerca platealmente contatti con le origini della propria musica. L’intento è dirottarla candidamente. Lasciarla fluire. Dentro questo suo nuovo mondo, fatto ovviamente di campionamenti talvolta impercettibili, gira a rilento una sorta di groove funkadelic, ma non troppo. Messa da parte l’irrequietezza , il manipolatore riassesta le proprie pulsazioni, planando sopra tappeti ritmici (“Tiny Tortures”) infinitesimali, in un sovrapporsi morbidissimo di micro-scatti elettronici. Le sfumature si arricchiscono in penombra e in controluce a seconda dei dadi da lanciare, dei tamburi da sfibrare (“Sthru To U”), in una danza nera e clamorosamente inebriante. Regna una nuova armonia. Gli animi sono distesi, mentre la fantasia rincorre traiettorie sfuggenti e impalpabili, percepibili solo a volumi più alti.

E’ un irrefrenabile flusso sonoro quello che viaggia lungo i diciotto frammenti dell’album, che parte dolce ma ipnotico in “All In”, procedendo fra concretismi ed effetti speciali, che si manifestano sotto forma di carillon (“Until The Colours Come”), disturbi acidi (“Sultan’s Request”), bizzarrie aliene (“Putty Boy Strut”) e campioni assemblati con cemento a presa rapida (la title track), per trovare il suo scopo nella battaglia digitale di “Corded” e nell’amorfo finale di “Dream To Me”, pronto a chiudere il cerchio fra residui di fumo e trip selvaggi.

Flying Lotus chiama Terra, l’atterraggio è completato. Il suo ritorno a casa è il più naturale e affettivo possibile, e il saluto calorosissimo del suo armamentario sonoro è un insieme aggrovigliato di scosse e fendenti. Tutto ciò che c’è da fare è alzare il volume e lasciarsi colpire, smuovere, trafiggere. E farlo ora, prima che la quiete arrivi. Esuberante.

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30/09/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Giuliano Delli Paoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. All In
  2. 2. Getting There
  3. 3. Until The Colours Come
  4. 4. Heave
  5. 5. Tiny Tortures
  6. 6. All The Secrets
  7. 7. Sultan's Request
  8. 8. Putty Boy Strut
  9. 9. See Thru To U
  10. 10. Until The Quiet Comes
  11. 11. DMT Song
  12. 12. The Nightcaller
  13. 13. Only If You Wanna
  14. 14. Electric Candyman
  15. 15. Huger
  16. 16. Phantasm
  17. 17. Corded
  18. 18. Dream To Me

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