I Calibro 35 hanno realizzato un disco da diventarci davvero e definitivamente pazzi. Questo quartetto, costituito da Massimo Martellotta, Fabio Rondanini, Luca Cavina ed Enrico Gabrielli (già con Mariposa e Afterhours), sotto l'attenta supervisione di Tommaso Colliva, centra un bersaglio clamoroso rieseguendo con gusto e competenza sottilmente postmoderna alcune delle più spericolate soundtracks di film italiani (principalmente "poliziotteschi") degli anni 60 e 70, a firma dei vari Morricone, Bacalov, Trovajoli e Micalizzi che a quel filone hanno legato le stagioni più fervidamente creative e sperimentatrici delle proprie carriere.
Dopo che i dj inglesi dal piglio più astutamente revisionista sono venuti a insegnarci le delizie estetiche dimenticate (per non dire rimosse) dell'Italo disco, e mentre più o meno tacitamente imperversa un riattraversamento archeologico delle troppo presto ammutinate miniere beat e immediati dintorni, con i Calibro 35 si impone un nuovo esercizio di anamnesi culturale, sontuosa quanto necessaria, che rimbalzando tra pellicole come "Italy a mano armata", "La Mala Ordina", "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" e tantissime altre (ci sono anche due bellissimi inediti: "Notte In Bovisa" e "La Polizia s'incazza"), restituisce splendore e abbacinante lucentezza sonora a un'atlantide sommersa di musiche capaci come poche altre di raccontare un'epoca irripetibile e prometeica del cinema italiano (chiedere a Tarantino per credere).
In un carnevale di progressioni funk-jazz cariche di pathos romanzesco e potenziale visivo, tocchi beffardamente zappiani, complessi reticoli prog che dai King Crimson arrivano ai Tortoise passando per i Goblin, "Calibro 35" è tutto uno stilosissimo fiorire di inseguimenti a base di fiati arroventati, tastiere che sfrigolano sulle loro frenate a secco e chitarre che deflagrano come sirene spiegate nel testacoda immaginario di uno spietato romanzo criminale formato Diabolik da infilare nella fondina ancora fumante e odoroso di polvere da sparo. Un assoluto must have, per collezionisti e appassionati ma non solo.
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10/12/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Giordani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.