“Vampyr”, “The Tenant” e ora “Whistle And I’ll Come To You”: la storia dei Death And Vanilla è ancora una volta legata al mondo delle immagini e in particolare a un film per la tv del 1968 di Jonathan Miller, dove protagonista è un professore che trova un fischietto il cui suono evoca gli spiriti, una storia goth-folk filmata con un elegante bianco e nero.
Registrata dal vivo al teatro Hypnos di Malmö, la colonna sonora resta fedele all’evanescente e fantasiosa miscela di elettronica, psych-folk, hauntology e dream-pop dispensata in precedenza dal gruppo, la sensazione prevalente è quella di una struttura narrativa più equilibrata e matura, e forse più pertinente al film (le speranze di poterlo vedere sono comunque esigue).
Il vellutato beat ritmico di “Has It Been Good Here?”, l’inquietante sequenza di suoni cristallini di “Spooky Breakfast” e la tenebrosa danza di tastiere e synth di “Walk On The Beach” sono a tal punto perfette che potrebbero funzionare in qualsiasi contesto cinematografico goth-horror-noir.
Peccato che nell’insieme “Whistle And I’ll Come To You” risulti meno incisivo rispetto alle prove passate, e pur apprezzando la costante tensione emotiva che anima anche la parte finale dell’album (l’ottima “Nightmares” e l’evocativa “The Apparition”), resta la sensazione che la mancata fruizione delle immagini renda un po’ difficile apprezzarlo in pieno.
Pur non aggiungendo nulla a quanto già espresso dai Death And Vanilla nelle loro incursioni nel mondo dell’hauntology e delle colonne sonore, “Whistle And I’ll Come To You” è il classico disco che non s’impossesserà del vostro giradischi, ma ogni volta che vi capiterà di ascoltarlo scoprirete nuove interessanti dettagli e sfumature che vi conquisteranno.
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07/06/2025
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.