PEGGY GOU - I Hear You

2024 (Xl)
dance-pop, euro-house

Si è fatto attendere, il primo album di Peggy Gou. Certo, pretendere un full-length in un contesto che ne fa volentieri a meno è più una paturnia da chi vive la dance nella dimensione preferenziale d’ascolto, anche così era da tanto tempo che la più celebre producer e dj del pianeta ne paventava l’uscita, posticipandola a favore di singoli sparsi, brevi Ep o produzioni per la sua etichetta personale, la Gudu. Infine, l’exploit: furbescamente riprendendo “9 PM” di ATB, “(It Goes Like) Nanana” si è erta a brano simbolo dell’estate 2023, un’interessante quanto energica operazione nostalgia, capace di centrare le classifiche di tutta Europa col suo trascinante brio melodico. Posticipare ulteriormente l’uscita era ormai fuori discussione: a seguito di una lunga onda di singoli, “I Hear You” giunge a cementare lo stato di popolarità della coreana e a porre un primo traguardo di peso, condensando una cifra espressiva tanto libera quanto finora poco calibrata. Eppure non tutto va secondo i piani.

Nostalgica Gou lo è sempre stata, sin dagli acidissimi esordi del 2016; il suo è un prima espressivo che coniuga una passione sconfinata per gli albori dell’elettronica da ballo agli anni dell’esplosione della club-culture, in una confezione dal sensuale quanto robusto melodismo, capace di coniugare in un battibaleno Berlino e Seul, sviluppandosi con distintiva eleganza. Lo sguardo al passato rimane intatto anche per l’album, a cambiare è però l’approccio, nel senso di una più diretta sfrontatezza pop e di una rinuncia all’intrico ritmico, a favore di una più immediata leggibilità dei tratti.

È evidente che l’impulso di costruire un disco più fedele all’estetica della hit dello scorso anno si è fatto urgente, sacrifica però i lati più curiosi della proposta della producer, la frizzantezza di scelte timbriche e di pattern che qui rivivono soltanto in “I Go”, opportunamente accorciata ma capace di preservare il suo istinto progressivo. Se le ospitate danno chiara l’idea di un indirizzo più pop, nondimeno finiscono sprecate in motivetti di rara inconsistenza, che sia l’ostinato falsetto di Lenny Kravitz nella spenta propulsione di “I Believe In Love Again”, o l’esperimento funk-rap alla Pino d’Angiò di “All That”, bruciato in una maldestra giustapposizione dei versi di Villano Antillano e ritornello.

Il breve preludio introduttivo “Your Art”, pieno di affermazioni altisonanti e grandiose dichiarazioni d’intenti, perde insomma di sostanza, arretra di fronte a una raccolta non necessariamente abborracciata, invero però alla ricerca di un campionario di potenziali successi. Resta quindi il mestiere, quello che porta a ricombinare i migliori Soul II Soul agli scenari acidi dei primi Orbital in “Purple Horizon” o l’astuto richiamo al Den Harrow di “A Taste Of Love” nella cornice euro di “Lobster Telephone”. La personalità però non sostiene troppo: lo fa nei tramonti ibicensi di “Back To One”, ben strutturata nei suoi segmenti melodici, finanche nel bizzarro esperimento folk’n’bass di “Seoulsi Peggygou”, figurano però più come interludi, distrazioni da un piatto forte che vorrebbe mostrare una producer pronta ad accogliere la chiamata alla celebrità, ma che inciampa al momento decisivo.

La classe di “Once” e “Moment” si stempera insomma in una rincorsa alle playlist di peso che fa poco onore alle capacità di Peggy Gou; c’è da sperare che la foga di sfornare nuovi successi non faccia perdere di vista il precedente equilibrio, una combinazione di mente e muscoli davvero rara a simili livelli di affermazione.

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20/06/2024

This article is an English translation of the original Italian text by Vassilios Karagiannis, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Your Art
  2. 2. Back To One
  3. 3. I Believe In Love Again (ft. Lenny Kravitz)
  4. 4. All That (ft. Villano Antillano)
  5. 5. (It Goes Like) Nanana
  6. 6. Lobster Telephone
  7. 7. Seoulsi Peggygou (서울시페기구)
  8. 8. I Go
  9. 9. Purple Horizon
  10. 10. 1+1= 11

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