È ancora una volta la radio il punto di partenza di una pubblicazione di Alessandro Bosetti ed è sempre la riduzione della voce a mero elemento risonante, a materia privata del portato lessicale a fungere da elemento portante della sua ricerca sonora. Non una nuova incarnazione del progetto a lungo termine Plane/Talea – così come accadeva nel caso dell’uscita parallela “FasFari” – ma un radiodramma pensato quale sommatoria di ritratti vocali che mettono in scena al contempo la destrutturazione linguistica e quella di un nucleo familiare incorporeo.
Quattro voci anonime, equamente divise per genere e includenti tre diverse generazioni, registrate in varie località della nostra penisola durante una stagione estiva offrono la materia di base di un apparato scenico che interseca polifonia, avanguardia e caos del quotidiano. Costruiti con il contributo essenziale del Neue Vocalsolisten, i diversi ritratti propongono strutture sonore complesse in cui frammenti di dialoghi, fonemi scomposti e armonie canore si rincorrono, sovrappongono e incastrano in sequenze altamente ipnotiche, spesso vorticose, a tratti più omogenee.
La scaletta alterna estratti narrativi/nuclei sconnessi, identificati come “Portraitist”, e le composizioni in cui entra in gioco il coro, denominate “Portrait”, definendo un ambiente immersivo in cui riflessioni serie e invenzioni ludiche si confrontano costantemente per definire un territorio obliquo, affascinante che continua a sfuggire a ogni univoca catalogazione.
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16/06/2024
This article is an English translation of the original Italian text by Peppe Trotta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.