Un chilo nel baule, ah, per davvero
Cuscino senza piume, ah, per davvero
In giro tutto il giorno, sì, per davvero
Sotto i palazzoni, mhm, per davvero
Nel 2014, “XDVR” di Sfera Ebbasta fu una novità: un volto fresco e nuovo parla di droga e di periferia, senza fronzoli e con l’autotune a manetta, con un sound trap ancora poco diffuso in Italy. Inaccettabile per quasi tutti i maggiorenni e, infatti, destinato a un successo enorme tra i giovanissimi.
Sarebbe diventato una superstar nel giro di pochi anni, attraverso l’album “XDVR” (2015), il più aderente al suo stile semplice e crudo degli inizi, e i successivi “Sfera Ebbasta” (2016), già smussato e alla ricerca di aperture pop, “Rockstar” (2018), ancora più leggero, e “Famoso” (2021), dal respiro più internazionale.
“Ho così tanti platini che non me li ricordo, sciocco”, canta in “Cookies N’ Cream”, tra le tantissime collaborazioni degli ultimi anni, ed è una frase boriosa ma assolutamente credibile. Un esempio su tutti della potenza commerciale di Sfera Ebbasta è quel “Ti sta scomparendo il tanga, tanga in mezzo alle chiappe”, detto senza preamboli nel remix di “Hace Calor” e diventato immediatamente una delle frasi più riconoscibili di tutto il mainstream italiano del 2022, certamente non avaro di delicatissimi.
“X2VR”, da leggere come “XDVR2” e quindi per davvero due, suggerisce un ritorno alle origini necessario: dai palazzoni alla “rockstar”, dopo un tentativo di successo internazionale col senno di poi fuori portata, Sfera Ebbasta ricerca se stesso in un album più diretto e aggressivo, meno pop. Canta meno e rappa di più, racconta nuovamente i tormenti emotivi e si muove su produzioni più cupe e angoscianti, più hip-hop e meno strettamente trap; molla spesso il vituperato autotune.
“Fragile” torna ai palazzi, all’angoscia dei primi tempi, e “Ciao Bella” lo vede destreggiarsi in un flow insolitamente veloce e affilato, lui che scartava dalla tecnica per un’accessibilità pop adesso in secondo piano. Un gioco di prestigio commerciale, a ben vedere, perché in realtà ora il mainstream richiede proprio questa ruvidezza, dopo anni di saturazione pop-latin-trap.
“VDLC”, con Guè e Jake La Furia, è uno dei brani centrali dell’album, che vuole tornare alla strada ora che il racconto della strada è di nuovo centrale nel linguaggio di trapper più recenti come Paky, Rondodasosa o Artie 5ive, e lo fa non a caso coinvolgendo le voci dei redivivi Club Dogo. Un altro brano fondamentale è “Milano bene”, sound di un decennio fa ma con un delivery pensoso che rivela l’insicurezza dietro alla tracotanza e, finalmente, fa scorgere l’uomo dietro il personaggio.
Ma questo tornare con i piedi per terra, lui che voleva il successo negli States, è comunque un prodotto sontuoso e sovraffollato, dove gli ospiti, tutti italiani, sono comunque numerosi e di primo piano, come la Elodie che s’impossessa di “Anche stasera”.
Un discorso a parte lo merita “Calcolatrici”, per le recenti evoluzioni delle vicende giudiziarie di Baby Gang e Simba La Rue ma anche perché il terzo ospite, Geolier, è un altro che si è aperto al pop e periodicamente necessita di tornare al linguaggio più crudo della strada: l’elastico del trapper contemporaneo di successo, un po’ street cred vera o presunta e un po’ hit e collabo.
“X2VR” è l’album con cui Sfera Ebbasta ritorna a raccontare dov’è cresciuto, la sua epopea dalla strada al successo, con più sincerità e maturità. Il finale toccante con “15 piani”, insieme a Marracash e un coro di bambini, sembra certificare che dietro al coloratissimo e volgare personaggio prezzemolino si cela ancora un rapper con delle potenzialità non solo commerciali, solo un po’ atrofizzate. Da “X2VR”, che è più un punto d’arrivo che di partenza, c’è da immaginare un futuro musicale che appare particolarmente incerto, ora che altri dettano la via e anche un fu innovatore, pur relativo, si trova a inseguire e autocitarsi troppo spesso. Vediamo se questo allontanamento dal pop sarà portato fino in fondo… per davvero.
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25/11/2023
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Silvestri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.