Alasmine Golestaneh ed Eddie Cooper continuano a tener fede al loro ruolo di notturni e tenebrosi synth-popper: anche il quarto album dei Tempers resta sulle coordinate dettate dal loro esordio del 2015. Per “New Meaning”, in particolare, i due musicisti americani scelgono una semplificazione delle sonorità che li rende più affini ai New Order che ai Joy Division o ai Cure, tratteggiando un’amabile istantanea della moderna urban life.
La musica dei Tempers sintetizza lo stallo emotivo di una generazione preda di uno stato di crisi ideologica e culturale, dove emancipazione e libertà si alternano alla sofferenza e allo smarrimento. Rassegnazione e illusione sottolineano i momenti più introspettivi e malinconici dell’album, con toni ora più dimessi (“Secrets And Lies”), ora più ossessivi e cupi (l’eccellente “In And Out Of Hand” che offre anche la miglior performance vocale dell’album), giocando abilmente con quei contrasti di luci e ombre che la new wave ha trasformato in linguaggio generazionale (“Carried Away”).
Unico neo resta la scrittura non proprio originale: un brano come “Nightwalking” stimola le papille gustative degli amanti della darkwave ma non affonda né sconvolge, anche l’algida “Song Behind A Wall” non decolla, pur concentrando un paio di buone intuizioni melodiche e ritmiche.
Eleganza e onestà intellettuale sono altresì percepibili nei particolari, come la splendida cornice grafica del libretto che accompagna l’album. Anche le pagine più immediate e fruibili (“Unfamiliar”) hanno un proprio fascino, ma la musica pop è il regno delle canzoni e delle melodie memorabili, elementi che restano ai margini di queste dieci canzoni.
È un disco onesto, il quarto album dei Tempers, i limiti del duo restano evidenti, soprattutto quando citano refrain e atmosfere dei primi Eurythmics senza eguagliarne la grandezza (“Sightseeing” e la già citata “Unfamiliar”), quel che manca a “New Meaning” è quella genialità necessaria per distinguersi dalla massa, e questo rischia di rendere i prossimi appuntamenti discografici della band piacevoli ma superflui.
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28/05/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.