TEMPERS - Private Life

2019 (Dais)
dark, electronic, new wave

Lo confesso: a stimolare la curiosità è stato il titolo del brano “Leonard Cohen Afterworld”, seconda traccia del nuovo album del duo newyorkese Tempers, ovvero Jasmine Golestaneh e Eddie Cooper, titolo peraltro estrapolato da un testo dei Nirvana (“Pennyroyal Tea”, da “In Utero“). La curiosità e la brama di conoscenza sono state subito appagate da un intenso elettro-pop dai toni gotici, sorretto da un ipnotico groove di synth e tastiere forse non particolarmente originale, ma trascinante e accattivante come un brano dei Future Islands.

Protagonisti della moderna scena darkwave, e nello stesso tempo devoti alle introspettive sonorità synth-pop di Sparks, Omd, Soft Cell, e, perché no, Cure (“Capital Pains”), i Tempers sono due giovani artisti che abbracciano in pieno le istanze solitarie e oscure di quei germogli post-punk dai toni robotici e funebri. La voce di Jasmine Golestaneh regge le fila di un album variegato e non privo di spunti, il cui elemento primario è una piacevole semplificazione delle più nobili e ardimentose intuizioni di band come Suicide (“Daydreams”), Joy Division/New Order (“Filters”) e DAF (“Guidance”).

La peculiarità di “Private Life” è la tangibilità del songwriting, spesso più affine al mondo del cantautorato che a quello dell’elettronica. In quest’ottica si inseriscono la dolente e ruvida ballata “Push/Pull”, il surf-beat in chiave darkwave di “Capital Pains” e la suggestiva rarefazione post-rock di “Sleep”, che non sfigurerebbe in un disco dei This Mortal Coil.

I Tempers si dimostrano abili nel gestire un’eredità ingombrante e importante come quella della musica elettronica e dark degli anni 80, spostando l’asse emotivo dall’oscurità e dall’afflizione emotiva al caos e al surreale isolazionismo dei tempi moderni. Una chiave di lettura interessante, che legittima errori e omissioni di un disco forse non essenziale ma irreprensibile e schietto.

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24/12/2019

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Capital Pains
  2. 2. Leonard Cohen Afterworld
  3. 3. Peace Of Mind
  4. 4. Filters
  5. 5. Daydreams
  6. 6. Guidance
  7. 7. Push / Pull
  8. 8. More Than You Realized
  9. 9. Sleep
  10. 10. Exit

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