Da qualche anno, alcuni esponenti della corrente synthwave stanno cercando di bypassare quel ripetitivo stallo autocitazionista a cui sembrano ormai condannate queste sonorità: se Perturbator si è tuffato con ottimi risultati verso territori dark, altri nomi di rilievo come Gost o Carpenter Brut hanno alzato l’asticella del loro sound, puntando sull’aggressività dei sintetizzatori. Non a caso, tutti questi artisti sono riusciti ad abbracciare un pubblico più vasto, anche di matrice metal, quel pubblico da sempre attratto da un certo immaginario di ispirazione 80’s.
“Leather Terror” si inserisce proprio all’interno del succitato discorso, smarcandosi dalle atmosfere più glamour e spumeggianti del precedente “Leather Teeth” (2018). Fin dall’affascinante copertina, Franck Hueso si infila infatti dentro un tunnel piuttosto cupo e violento, mettendo subito in chiaro le intenzioni della sua cangiante creatura. A tal proposito, “Straight Outta Hell” potrebbe essere tranquillamente arrangiata in ottica heavy metal, così come l’orrorifica cavalcata di “Night Prowler” (altro pezzo da novanta del disco).
Curiosamente, sono proprio i passaggi strumentali a fare la differenza (“Paradisi Gloria” ha un retaggio gotico davvero suggestivo), al contrario delle tante collaborazioni più o meno altisonanti, nelle quali il compositore francese viene affiancato dalla voce di vari ospiti.
Le tentazioni metal-oriented ritornano così nella conclusiva title track (dietro al microfono c’è lo screaming velenoso di Johannes Andersson dei Tribulation), mentre nel binomio con gli Ulver (“…Good Night, Goodbye”) e in quello con Sylvaine (“Stabat Mater”), a prendere piede è un approccio più raffinato e introspettivo. Il risultato è apprezzabile, anche se finisce per cozzare drasticamente con altri scenari spudoratamente pop, come “Lipstick Masquerade” (feat. Persha) oppure “Imaginary Fire” (feat. Greg Puciato), due composizioni senza dubbio slegate dal fil rouge tenebroso che attraversa il lavoro.
A conti fatti, l’unico vero limite di “Leather Terror” è dettato dalla sua sottile dispersività di fondo, nonostante sia ben chiaro l’obiettivo di Carpenter Brut: con tali premesse, non sarà difficile in futuro dare una forma definitiva a questo minaccioso tessuto sintetico.
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11/04/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Paolo Chemnitz, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.