Sono diverse le strade battute da Bernhard Fleischmann nel corso di una carriera quasi trentennale. Inizialmente attivo come batterista, a partire dal 1999 si è dedicato alla produzione solista convergendo verso sonorità ibride caratterizzate da una marcata componente electronic. Tra le sue attività è forse meno nota quella di autore di sonorizzazioni per film e opere teatrali a cui si è ampiamente dedicato negli ultimi dodici anni – premiato tra l’altro con l’Österreichischer Filmpreis – e che funge da punto di partenza per la realizzazione del suo undicesimo album.
Le tracce di “Music For Shared Rooms” sono infatti estratte da un archivio di oltre seicento composizioni, scelte e rivisitate per confluire in quella che nelle intenzioni vuole essere una nuova sceneggiatura perfettamente autonoma. Malgrado l’esperienza e l’abilità del musicista viennese, il risultato perseguito mantiene a tratti un grado di eccessiva frammentarietà dovuta all’ampia gamma di soluzioni presenti. Se la transizione tra i densi bordoni di archi di “Sehnsucht” e l’intersezione partiture modern classical/cadenze bristolian di “Entwurf Einer Ballade” si dimostra efficace ed esaltata dalla netta cesura operata dalle frequenze taglienti della successiva “Schock” – emblematica anche nel titolo – altrettanto non può dirsi per esempio del dittico d’apertura. Il contrasto tra le risonanze acustiche di “Träumerei” e la progressione ritmica vorticosa di “Brenne” crea uno stacco incoerente difficilmente avvertibile come un cambio di scena all’interno di una linea narrativa unitaria.
Considerati singolarmente, i sedici strumentali proposti non presentano punti deboli, semmai testimoniano la padronanza con cui Fleischmann sa maneggiare materia eterogenea connettendo tra le altre sperimentazioni cameristiche (“Flüchtlingswalzer”), electronic pura (“In Die Disko”), divagazioni techno (“Take The Red Pill”) e indietronica sognante (“Liebe Emmi”).
In definitiva ci troviamo di fronte a un disco atipico, profondamente caleidoscopico, i cui tasselli brillano malgrado un incastro non sempre ottimale.
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15/09/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Peppe Trotta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.