WHATEVER THE WEATHER - Whatever The Weather

2022 (Ghostly international)
electronic, IDM

Sereno, poco nuvoloso o coperto, con addensamenti sparsi e schiarite graduali: quali che siano le condizioni meteo, tira un venticello fresco e di certo non avverso su questo progetto a temperatura ambient firmato Whatever The Weather, dietro al quale si cela uno dei profili artistici più interessanti della scena elettronica britannica degli ultimi anni. L’approccio vorace di Loraine James – c’è lei dietro l’insolito moniker – si nutre delle lezioni di piano prese in tenera età e di un attestato in musica commerciale, oltre che di un’insospettabile passione per band come Paramore, HTRK e Death Cab For Cutie e ascolti mirati in salsa Idm tipo Squarepusher e Telefon Tel Aviv. Se a questi poi aggiungiamo le radici calypso-funk ereditate dalla madre ai tempi in cui alloggiavano insieme a Enfield, nel nord di Londra, in un grattacielo della Alma Estate, ecco spiegato il perché “For You And I” (2019) e “Reflection” (2021) riuscissero a incastrare con sorprendente maestria dancefloor, schemi glitch e grime multietnico.

 

Questo nuovo “Whatever The Weather”, a differenza dei precedenti che erano stati incisi entrambi su Hyperdub, non accantona beat frammentati e strutture atipiche, ma nel complesso il passaggio alla Ghostly International comporta un’andatura meno nervosa e più pragmatica su due o tre suoni principali e reiterati, senza perdere però nulla in quanto a estro. Ognuna delle undici tracce che compongono la scaletta ha come titolo un diverso valore espresso in gradi Celsius, a ciascuno dei quali corrisponde uno stato d’animo, un’atmosfera o un’idea creativa che consente al subconscio di fluire in totale libertà. Il punto più caldo, “36°”, evoca una torrida giornata estiva con gli stessi toni intelligent teorizzati giusto trent’anni fa da Aphex Twin in “Selected Ambient Works”, mentre quello più gelido, “0°, mette in vetrina un groove ballabile fatto di drum irregolari, spinte improvvise e melodie fragili come interferenze. Nel mezzo, una ricca escursione che sostituisce agli usuali kick da club pad elettronici impeccabili e lineari, così si svaria di buona lena dalle trame eteree e immateriali dell’apertura “25°” al chiassoso puzzle urban-jungle di “17°”, dai riverberi shoegaze di “6°” sino all’ipnotica  “30°”, dove i battiti sgocciolano intorno a dolci arpeggi sfumati (è uno dei rari casi in carriera in cui Loraine esibisce la propria voce canticchiando a loop jazzato “you see the light again”, in passato si era quasi sempre affidata a presenze guest per le parti non strumentali).

L’ascolto si fa meno impervio e più agevole in “14°” e “10°”, grazie a spruzzate di organo e a tasti rilassati di pianoforte classico, la tumultuosa “4°”, invece, torna a minacciare nubi, balbettando cupe distorsioni di synth ma anche un convincente rispetto degli spazi e orecchio per i dettagli.

Infine, da ascoltare le due pause gemelle dall’opposto umore climatico “2° (Intermittent Rain)” e “28° (Intermittent Sunshine)”, deformate tra techno e improvvisazione ed entrambe della durata di 1’32.

Molti dei pezzi erano stati concepiti nel 2017 e poi scartati: durante il lockdown hanno ripreso colore e movimento, dando vita a un efficace compromesso tra sperimentazione sensoriale e culto per il ritmo.

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08/06/2022

This article is an English translation of the original Italian text by Giuseppe D'Amato, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. 25° C
  2. 2. 0° C
  3. 3. 17° C
  4. 4. 14° C
  5. 5. 2° C (Intermittent Rain)
  6. 6. 10° C
  7. 7. 6° C
  8. 8. 4° C
  9. 9. 30° C
  10. 10. 36° C
  11. 11. 28° C (Intermittent Sunshine)