Oliato a puntino, dopo la buona ripartenza di “C’est ça”, il marchingegno musicale dei Fly Pan Am, con l’organico tornato all’assetto originario, si avventura in perigliose strade di confine, confondendo l’incauto e sprovveduto ascoltatore, persuaso, dall’etichetta posticcia di post-rock, di essere al cospetto dell’ennesima speculazione di stile. “Frontera” è una sintesi di estro, inventiva e fantasia interdisciplinare, un album che nasce dalla sinergia con la sediziosa compagnia di danza contemporanea di Dana Gingras (l’Animals of Distinction Dance Company di Montreal) e l’abile collettivo inglese United Visual Artist, noto per alcune splendide istallazioni video e di lightning design a supporto di un tour dei Massive Attack. Il ritmo assume un ruolo più centrale e organico nel nuovo album del gruppo canadese, un’orgia dionisiaca che celebra la ritualità dei nostri tempi. La batteria di Félix Morel funge da chiave d’accensione delle energiche e commoventi diluizioni di rimasugli di post-rock, di geometrie kraut-rock e sintesi tra ritmi sintetici e world-music apocrifa.
Rompere gli argini, frantumare le regole: questa la parola d’ordine di “Frontera”. I Fly Pan Am chiamano in soccorso droni e suoni Idm per un inno disco-rock apocalittico che scarcera la furia del black metal, spostandosi visibilmente dalla comfort-zone del post-rock (“Parkour”). Tutto l’album è un susseguirsi di immagini in movimento, di tempi ritmici che dall’algido virano all’incandescente, nel tentativo, riuscito, di raccontare la natura errante dell’umanità e l’inutilità dei confini (“Grid/Wall”). Una narrazione che non può prescindere da tonalità più cupe e drammatiche (il coro di “Parkour 2”), che pur nella loro aura dark-ambient conservano un tono aspro e tagliente (“Scanner”).
I Fly Pan Am non hanno mai rispettato convenzioni e strutture: lo spirito libero e fluido di “Frontera” è fonte di avvincenti stati d’animo a volte antitetici, c’è una volontà di esplorare possibili nuove sintesi di glitch, avantgarde, art-rock, kraut e post-rock con un occhio attento all’interazione tra immagine e danza.
Le potenziali assonanze con i Radiohead (“Frontier”), i Neu! (“Scaling”) e i Talking Heads (“Fences”) non lacerano la potente e innovativa creazione multimediale della band canadese. Anche i laser delle suggestive scenografie e le eccellenti performance di danza dell’Animals of Distinction Dance Company sono parte integrante del progetto.
Registrato in parte sul campo, durante le prove per l’anteprima tenutasi nel novembre del 2019 (tra i musicisti anche David Bryant dei Godspeed), messo a punto negli studi Hotel Tango 2 dall’abile ingegnere del suono e produttore Radwan Moumneh (Jerusalem In My Heart), “Frontera” dei Fly Pan Am è uno dei progetti più innovativi e intensi di casa Costellation, finalmente disponibile in cd e vinile dopo vari ritardi causati dalla pandemia.
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19/06/2021
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.