JERUSALEM IN MY HEART - Daqa’iq Tudaiq

2018 (Constellation)
Arabic music, experimental
La quintessenza del progetto Jerusalem In My Heart è una fusione di musica tradizionale e moderna, sia araba che occidentale, elaborata attraverso una teoria della comunicazione che coinvolge non solo il linguaggio dei suoni, ma anche quello delle immagini, con pellicole da 60 mm proiettate in sincrono durante le rare e sempre diverse esibizioni live.

Erano ricche di suggestioni antropologiche le intuizioni della regista cilena Malena Szlam Salazar che agitavano le acque dello scontro narrativo-etnico di “Mo7it Al-Mo7it”; tuttavia, è apparso subito evidente l’avvicendarsi al banco di regia di Charles-André Coderre in “If He Dies, If If If If If If”, ad alimentare una spinta decisiva verso quella sublimazione spirituale che è la chimera del musicista libanese-canadese.

“Daqa’iq Tudaiq” rappresenta la perfetta quadratura del cerchio: l’avventurosa e originale sinergia tra immagini e suoni elaborata da Radwan Ghazi Moumneh, forte di un linguaggio musicale e visivo dall’enorme potere simbiotico, non è mai stata così vivida e toccante. Il nuovo disco di Jerusalem In My Heart nasce da ambizioni e aspirazioni audaci, ovvero reinventare la tradizione attraverso una rilettura orchestral-elettronica di un classico della musica popolare egiziana, “Ya Garat Al Wadi”, strappata alla tradizione e rielaborata a suon di buzuk, riq, derbakeh, qud, qanum, santur, viole, violini e strumenti contemporanei, trasformata infine anche nella sua denominazione in “Wa ta’atalat Loughat Al Kalam”, letteralmente: “Il linguaggio della parola è stato abbattuto”.

Registrati dal vivo a Beirut con l’ausilio di un’orchestra di 15 elementi, e rielaborati con la complicità di Sam Shalabi (Land Of Kush etc.), i quattro movimenti del brano, che occupa l’intera prima facciata del disco, sono ricchi di dettagli strumentali e di raffinatezze timbriche. Passato e presente diventano un unicum temporale, in un crescendo emotivo che strappa il velo della logica occidentale della world music (si ascolti in particolare il terzo e il quarto movimento), per evolversi in una catarsi sonora dove i contrasti diventano il trionfo della bellezza e dell’armonia.

Come tutte le esperienze che coinvolgono più livelli di cognizione, nonché sensitive, “Daqa’iq Tudaiq” non si limita a una semplice contaminazione tra musica etnica e velleità avantgarde: per Radwan Ghazi Moumneh le sontuose creazioni armoniche del passato hanno già al loro interno tutta quella capacità di rinnovarsi e modularsi in moderne forme di trascendenza.

Che l’artista rifugga le lusinghe della mediazione estetica è subito evidente nella manipolazione sonora di “Bein Ithnein”, che introduce la seconda parte dell’album con un ossessivo trip percussivo ed elettronico a metà strada tra Tangerine Dream e Terry Riley.

Sono invece le voci la materia di sintesi sulla quale si sviluppa la spettrale e ascetica “Thahab, Mish Roujou, Thahab”, che a molti potrà ricordare i Coil, mentre il buzuk (strumento preferito del musicista) diventa unico protagonista di “Layali Al-Rast”, piccola oasi di meditazione di un album creativamente frenetico e incalzante.

Ma è solo un attimo di introspezione solitaria prima del brillante affresco di suoni e colori che anima “Kol El’Aalam O’youn”, un brano che proietta la musica dei Jerusalem In My Heart nel futuro, svincolandola del tutto dalla dimensione temporale.

A questo punto resta da verificare con quali affascinanti immagini Charles-André Coderre perfezionerà l’opera più temeraria e completa del musicista libanese, che calcherà le scene italiane in una lunga tournée dal 21 al 30 novembre: un appuntamento da non perdere.

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19/10/2018

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Wa Ta'atalat Loughat Al Kalam, Pt. I
  2. 2. Wa Ta'atalat Loughat Al Kalam, Pt. II
  3. 3. Wa Ta'atalat Loughat Al Kalam, Pt. III
  4. 4. Wa Ta'atalat Loughat Al Kalam, Pt. IV
  5. 5. Bein Ithnein
  6. 6. Thahab, Mish Roujou', Thahab
  7. 7. Layali Al-Rast
  8. 8. Kol El 'Aalam O'youn

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