WILD NOTHING - Laughing Gas

2020 (Captured tracks)
indie-pop, sophisti-pop

Non definiteli scarti di “Indigo”, per quanto pochi questi sono brani che vivono di vita ed equilibri propri, distinti da quelli dell’album di due anni fa. Se ne è reso giustamente conto, il caro Jack Tatum, e ha visto bene di riservare loro il dovuto spazio, raccogliendoli in un breve Ep (per inciso lungo 20:20 minuti) a tutti gli effetti indice di nuovi, piccoli-grandi cambiamenti nella ricetta del musicista statunitense. Ben più che un semplice corollario a chiusura di un’era, i cinque pezzi di “Laughing Gas” iniettano nella sensibilità revivalista (ormai però ampiamente perfezionata e riconoscibile) del musicista nuovi aromi e sensazioni, battiti funky e morbidezze romantiche che spostano la palette timbrica di un altro passo in avanti, in pieno rispetto con le armonie jangle sempre centrali nella sua opera. Fedele a un decennio ripercorso in lungo e in largo, la ricetta di Jack Tatum continua a rivelarsi appetitosa.

“Foyer”, strategicamente posta al centro della raccolta, reclama senza grande sforzo il posto d’onore, misurandosi con stacchi di drum-machine ben più roboanti rispetto al solito, eppure del tutto giustificati, sostegno ideale alla svelta progressione in 6/8 e ai poderosi tracciati sintetici, memori della wave più chirurgica e affilata e di tanto esplosivo boogie-funk del periodo. A suo modo più chic, contornata da sofisticati contributi di sassofono che incrociano Destroyer e i Matt Bianco, “The World Is A Hungry Place” è il veicolo per un’ironia sorniona, che strappa qualche amara risata in un contesto di suadente eleganza.

Se “Sleight Of Hand” è una nuova, distaccata immersione nell’ineccepebile canzoniere di Paddy McAloon, qui rivisto da una vagamente inquieta prospettiva atmosferica (i synth nebulosi e le armonizzazioni “acquatiche” a sostegno del refrain), “Dizziness” spariglia le carte in tavola nel contesto più naturale di Tatum, arricchendo la linea chitarristica di base con frizzanti contrappunti melodici di synth e un graduale rilassamento, affinato con gentile controllo.

Oltre le limitazioni espressive di tanti progetti che hanno condiviso percorsi similari rispetto a quello di Wild Nothing, per poi scomparire nel vuoto della propria ispirazione, a dieci anni dalle prime timide apparizioni la penna di Jack Tatum continua a rintracciare nuovi metodi per ridefinirsi, pur nel rispetto di un’estetica che ormai potrebbe quasi essere definita classica. A presto risentirci, perché no, anche con un pizzico di gas esilarante a farci compagnia.

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12/02/2020

This article is an English translation of the original Italian text by Vassilios Karagiannis, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Sleight Of Hand
  2. 2. Dizziness
  3. 3. Foyer
  4. 4. Blue Wings
  5. 5. The World Is A Hungry Place

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