L’ozio rende liberi, verrebbe da pensare nell’ascoltare questo nuovo Ep lungo pubblicato da Jack Tatum a un solo anno da “Nocturne”. Appena finito il tour di quest’ultimo disco, svuotato dalla ripetizione ma rinvigorito dalla nuova libertà, Jack ha concepito in lunghi mesi di riflessione una serie di brani che dimostrano ancora una volta il suo talento, raro nella moltitudine di nostalgici biascicatori del pop indipendente americano.
“Empty Estate” testimonia, intanto, il progressivo “ripulimento” del suono Wild Nothing, già a uno stadio piuttosto avanzato in “Nocturne”; poi, il quasi abbandono dell’etereo jangle-pop degli early days, a cominciare dagli effetti vocali, in favore di sognanti suggestioni sintetiche (“Ride”), impreviste digressioni power-pop (“Your Body In Rainfall”), dell’ambient di “Hachiko”, derivato da lunghi ascolti di Brian Eno e più marcate sonorità wave (“Data World”, “Ocean Repeating (Big-Eyed Girl)”, “Dancing Shell”).
Più che in passato, sembra assottigliarsi il confine tra componente dreamy e più concretamente psichedelica (la lunga processione ectoplasmica di “On Guyot”). Insomma, il talento musicale di Tatum gli permette certamente di navigare piuttosto in alto rispetto a diversi altri contemporanei – è da vedere se sarà abbastanza per fare un solco nella memoria collettiva.
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15/05/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.