KEIJI HAINO - American Dollar Bill […]

2018 (Thrill jockey)
free improvisation, noise-rock

Come un funereo spirito-guida, Keiji Haino continua a imperversare senza sosta tra una formazione e l’altra, alimentando una discografia “itinerante” alla quale un giorno potremo guardare come a una serie cult. Negli ultimi due anni le pubblicazioni di performance più o meno recenti sono tornate a infittirsi: oltre a portare avanti il trio con Jim O’Rourke e Oren Ambarchi, lo stregone nipponico è tornato spesso e volentieri nei territori dell’avanguardia e dell’improvvisazione radicale, passando anche dagli zeitkratzer e dal collettivo turco Konstrukt.

È ora la prestigiosa Thrill Jockey a sigillare su doppio Lp l’incontro fra Haino e i SUMAC di Aaron Turner (Isis, Mamiffer e molto altro), affiancato dal bassista dei Russian Circles Brian Cook e da Nick Yacyshyn, batterista nel revival crust punk dei Baptists.

In un certo senso si torna a una concretezza e a un peso specifico molto più ragguardevoli rispetto alle incursioni free degli ultimi tempi: registrato nell’estate del 2017, senza prove né premeditazione, al Gok Sound di Tokyo, “American Dollar Bill – Keep Facing Sideways, You’re Too Hideous To Look At Face On” (questo il titolo integrale del disco) è una furibonda sessione noise-rock di scuola americana, idealmente divisa tra il sovraeccitato negativismo dei Jesus Lizard e le distorsioni assassine dei Godflesh.

Anche senza decifrare le grida scomposte di Haino, giunge chiaro e forte l’attacco all’impero americano ora in mano al miliardario Donald Trump: sembra di tornare ai fragorosi fasti della scena del Michigan, di Providence e del Wisconsin nei lunghi anni del mandato di George Bush jr, quando Wolf Eyes, Prurient, Black Dice e Lightning Bolt mettevano a ferro e fuoco i peggio scantinati di provincia.

È perlopiù la batteria di Yacyshyn ad avviare le brusche sterzate all’interno di una stessa sequenza, con accelerazioni e depressioni improvvise cui fa prontamente seguito la chitarra di Turner, mentre Haino mantiene lo status di cane sciolto abbandonandosi ad assoli acuti e sferzanti (“What Have I Done? – Pt. 1”). “I’m Over 137%…” rappresenta una lunga sequenza di inquieto post-doom alla Khanate, lungo la quale fa eccezione solo l’attacco della seconda parte, solcato da spesse abrasioni post-hardcore a metà strada fra i Burmese e il trio zorniano Moonchild. Ancor più roboante il finale, epilogo di “What Have I Done?”, con dieci minuti di riff massicci e virtuosismi ritmici a rotta di collo.

Dopo pochi minuti di ascolto e per l’intera, sorprendentemente scorrevole durata di un’ora e dieci, ci si ricorda subito di quanto ci siano mancate, in tempi recenti, session così crude e viscerali. E nonostante il mood scuro, invero il pesante clima politico che sembra aver ispirato l’incontro in studio, l’entusiasmo quasi violento della formazione dimostra ancora una volta il potere rigenerante – almeno a livello mentale – di una totale liberazione per mezzo della musica. Mentre i volti altezzosi dei presidenti ci osservano di sbieco dalle banconote, l’arte torna sempre ad affrontarci a muso duro, intimando un’azione di rivolta che nel profondo sappiamo essere necessaria.

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27/02/2018

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Palozzo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. American Dollar Bill - Keep Facing Sideways, You're Too Hideous To Look At Face On

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