KEIJI HAINO - A Philosophy Warping, Little By Little That Way Lies A Quagmire

2017 (Karlrecords)
avant-jazz, free improvisation

Con cadenza pressoché mensile, oramai, nuovi candidati si alternano (dal vivo e/o su disco) al fianco del guru dell’avanguardia nipponica Keiji Haino: intransigente fino al midollo, sempre con grossi occhiali da sole sul naso, il chitarrista, vocalist e terrorista del suono si è guadagnato la stima di tutta la scena underground internazionale, anche e soprattutto in ambito europeo.

Ogni sua incursione lascia un segno ben riconoscibile nei lunghi e criptici titoli di album e tracce, controparte oltremodo cerebrale di un approccio musicale che, al contrario, di norma ricerca la più schietta visceralità.

Solo quest’anno si sono già susseguite diverse pubblicazioni con formazioni rodate – i Nazoranai con Stephen O’Malley e Oren Ambarchi e il trio con Jim O’Rourke e Ambarchi – inediti incontri di nazionalità belga (“The Miracles Of Only One Thing”, per Sub Rosa) e ripescaggi dall’archivio occulto dei Fushitsusha. Giunge in coda il nuovo featuring marcato Karlrecords, che dopo il binomio con l’ensemble Zeitkratzer dedicato a Stockhausen documenta la sessione di Haino assieme al collettivo free Konstrukt.

Dieci musicisti con base a Istanbul, riuniti sotto un unico nome da quasi dieci anni, si sono a loro volta distinti per le collaborazioni di prestigio d’area avant-jazz e noise-rock – Evan Parker, Peter Brötzmann, William Parker, Joe McPhee, Thurston Moore – e il loro ultimo lavoro in studio “Molto Bene” (con l’etichetta milanese Holidays Records) è stato recepito in maniera entusiastica.

Le due facciate di “A Philosophy Warping…”, rispettivamente divise in tre movimenti, sono affidate a quattro membri in assetto misto, dove ogni musicista mette mano a diversi strumenti acustici e amplificati, dai sassofoni ai fiati della tradizione mediorientale (zurna, kaval, sipsi), tastiere Moog e Korg, percussioni tonali e batterie.

Sul lato A, con un incipit dalle movenze kraut, lo stregone Haino dispensa acuti ornitologici prima di lanciarsi nelle sue consuete grida profetiche e versi gutturali, mentre tutt’intorno si scatenano dialoghi caotici ed eclettici, un calderone di materia sonora viva che sfugge spontaneamente ai confini di genere. L’indole rumorista spinge i fraseggi al di fuori delle avanguardie jazz sino a sfociare, a metà del lato B, in un punk hardcore ulteriormente sporcato dalle brucianti distorsioni di Haino, che decide di unirsi anima e corpo alla foga strumentale lasciando da parte il microfono.

Di fatto, in meno di quaranta minuti succedono più cose di quante se ne possano raccontare, ed è forse la cosa migliore che si possa dire di un qualsiasi album di musica improvvisata. Pur non trattandosi di una session indimenticabile, “A Philosophy Warping…” apre la mente a sonorità estranee, persino rispetto a un catalogo “occulto” come quello della berlinese Karlrecords, divenuta in breve tempo un riferimento necessario per approfondire le avanguardie di ieri e oggi.

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29/11/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Palozzo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. All Things Will Be Reduced To Equal D お Tっっ3 BBRc MMM あ元
  2. 2. Part 1
  3. 3. Part 2
  4. 4. Part 3
  5. 5. The Darkness Of +(plus) And The Paleness Of –(minus) Drag Each To An Identical Distance And Reanalyse Blending In Some Pain
  6. 6. Part 1
  7. 7. Part 2
  8. 8. Part 3