EUROPEAN GHOST - Collection Of Shadows

2018 (Unknown pleasure)
darkwave, post-punk

“Nemo propheta in patria”, ma il secondo album dei bolognesi European Ghost è una piccola perla nera che non merita certo di passare inosservata. Dal suolo italico che fu culla, tra le molte cose, del nichilismo di Leopardi e della visione pessimista di Pascoli, la band confeziona un lavoro maturo e visionario.

“Collection Of Shadows”, pubblicato per la transalpina Unknown Pleasure, è un ottimo disco darkwave/post-punk che non ha nulla da invidiare a quanto fatto da molti gruppi esteri. In definitiva, certi eighties sono soprattutto uno stato della mente e una forma di resistenza dello spirito, oggi più che mai “undead”, sia per quanto riguardo le vecchie leve, sia per le nuove generazioni in nero (tra i tanti pensiamo, rimanendo sempre in Italy, a gruppi validissimi come Ash Code, Shad Shadows e Horror Vacui). Una collezione di ombre diventa il resoconto della nostra esistenza e già vediamo un dito proteso verso l’imminente gran finale che inesorabilmente ci attende, ma certe corde emotive evidentemente trascendono il presente e la sua gravità. In ogni caso, gli European Ghost sono pienamente nella parte con melodie ricercate e ritmiche mai banali.

Il trio sa bene a che gioco sta giocando e “Collection Of Shadows” colpisce nel segno grazie alla cupa voce di Cristiano Biondo, i synth di Giuseppe Taibi (già nei Two Moons) e i taglienti riff di chitarra di Mario d’Anelli (Black Veils), all’occasione anche lui ai synth. Il risultato è un album nerissimo, ma capace di aprirsi a melodie coinvolgenti e accattivanti, in parte proseguendo sulla via dell’album d’esordio, quel “Pale And Sick” che guardava anche a gruppi storici come Chrome e Suicide.

La tavolozza qui si fa più variegata, con varie sfumature di oscurità. I Nostri mantengono sempre un’aspra dimensione coldwave nella title track e in brani come “Acid Man” e “Moderate”, ma si aprono anche a passaggi più intimisti e melodici, come avviene in “Another Vision” e nella funerea “Black Ocean”. Un lavoro, quello del trio bolognese, capace di farsi notare a livello internazionale e sicuramente consigliato a tutti gli amanti del genere.

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03/12/2018

This article is an English translation of the original Italian text by Marco De Baptistis, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Suspended In The Void
  2. 2. Another Vision
  3. 3. Dream House
  4. 4. Skeletons Are Dancing
  5. 5. Collection Of Shadows
  6. 6. My Hibernation
  7. 7. Acid Man
  8. 8. Moderate
  9. 9. Return
  10. 10. Black Ocean

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