Affreschi di guerra che paiono partoriti dal pennello del Goya più tetro, spirali buie figlie dell’Ian Curtis più disperato, decisi echi motorik, viscere post-punk dilaniate, electro-darkwave oscura e cerebrale, arricchita da qualche lieve deriva industrial. Questa la sintesi del convincente debutto dall’inequivocabile impronta eighties firmato dai bolognesi European Ghost, pubblicato dall’etichetta francese Unknown Pleasures.
Giuseppe Taibi dei Two Moons manovra basso, drum machine e synth, Mario D’Anelli (già nei Black Veils) si occupa delle chitarre, Cristiano Biondo ci mette voce e testi.
Tutto è organizzato per realizzare un concept che narra dei fantasmi di un’Europa in ginocchio all’indomani delle due guerre mondiali che caratterizzarono lo scorso secolo, un “Unreal Space” reso sonoramente muovendosi nello stesso solco dei Disappears di “Pre-Language“.
Il basso detta le trame sonore sulle quali chitarre ed elettronica si intrecciano, accogliendo le declamazioni vocali. Tutto è glaciale, cupo, inquietante, a tratti persino angosciante, anche se un filino di luce filtra di tanto in tanto fra i beat vibranti di “Preset” e “August in Winter”.
Pubblicare “Pale And Sick” appena prima dell’estate potrebbe apparire come un clamoroso autogol, ma questi son dischi destinati a restare, che vanno ben oltre il confine di una semplice stagione.
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26/05/2016
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Lancia, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.