GIULIO ALDINUCCI & FRANCIS M. GRI - Segmenti

2017 (Krysalisound)
ambient

Nuova collaborazione in casa KrisaliSound, stavolta tra Francis M. Gri – creatore dell’ottima etichetta italiana – e Giulio Aldinucci, due musicisti che abbiamo imparato ad apprezzare in svariate occasioni negli anni recenti, entrambi protagonisti di un 2016 incredibilmente ricco di soddisfazioni e di ottimi album (“Flow“, “Thisorder” e “Introspections” per Francis M. Gri, “Agoraphobia” e “Goccia” per Giulio Aldinucci).

“Segmenti” trova un punto d’incontro tra le precedenti esperienze dei due musicisti; le ricerche ambient con sovrapposizioni vocali, le melodie sussurrate e la continua ricerca di una spiritualità di Francis M. Gri si coniugano alla maggiore imponenza delle costruzioni sonore di Aldinucci, a quei muri elettronici fluidi ma impenetrabili, a volte persino carichi di un certo senso di magico e misterioso. È come se spiritualità ed esoterismo si incontrassero, come se la ricerca di pace e l’inquietudine esistenziale si scontrassero nel tentativo di trovare una sintesi.

Punto altissimo di “Segmenti” è il brano iniziale “Faglie”, quattordici minuti di sogni e speranze, di visioni celesti che trovano dopo il minuto 4.40 il culmine sublime dell’album (dove la parola sublime assume i connotati della pittura romantica di Caspar David Friedrich o William Turner). I cori femminili della straordinaria cantante Lilium e le note di un piano filtrato trovano una sintesi che rende quei minuti trascendentali e ipnotici, quasi provenienti da suoni non appartenenti a questo mondo. Se per adesso l’anima di Francis M. Gri è più presente, nei brani successivi sembra che Aldinucci prenda il sopravvento, come in un crescendo impetuoso e continuo dalla spiritualità all’inquietudine.

La breve “Remnants” è costruita su synth e piano, ma la strada continua perigliosa con i successivi “Magma”, inizialmente quasi cageana nelle sue poche note di piano per poi essere sommersa da venti elettronici e da impalpabili chitarre. L’imponenza aumenta sempre più sino ad “Anchor”, che fa coesistere magniloquenza e fragilità, e i nuovi quattordici minuti della finale “Divisi”, cinematica nell’incedere, a tratti caotica e persino intimorente nella sua potenza, che si conclude in un finale etereo e poetico; l’elemento spirituale, non religioso, che aveva dato l’abbrivio a “Segmenti” prende il sopravvento e ci porta per mano alla fine del viaggio.

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29/05/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Valerio D'Onofrio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Faglie
  2. 2. Remnants
  3. 3. Magma
  4. 4. Anchor
  5. 5. Divisi

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