Non era facile per Alex Brettin ripetere il delizioso mix di pop, beat, soul, jazz, folk e psichedelia in chiave lounge dell’esordio “Timeline”, soprattutto perché gli elementi sonori in gioco erano molti e disparati, a tratti inconciliabili se non per un’affinità estetica, che è infine il punto di partenza e d’arrivo del progetto Mild High Club.
Nel nuovo album “Skiptracing” l’atmosfera è sempre indolente e sonnacchiosa, con un tratto psichedelico che allinea il lato cosmico degli Air al languore di Connan Mockasin, spesso arricchita da sane iniezioni di ritmi esotici o raffinate geometrie pop-jazz alla Steely Dan.
Quello che Alex Brettin non sembra aver smarrito è quella giocosa architettura dei suoni capace di assorbire alla maniera di Todd Rundgren o Mac De Marco una serie di spunti sonori, che siano i T. Rex, i Beatles, George Benson, Brian Wilson o David Bowie, tutto resta funzionale alla fluida sequenza di raffinato pop lo-fi, adatto sia a un beach-club che a un privé.
L’ossessione dei Seventies è la costante di “Skiptracing”: un album simile a una raccolta di brani catturati in modalità random alla radio durante un assolato pomeriggio di fine estate. Il trittico iniziale tradisce ambizioni da suite in chiave pop, l’esotico e sexy lounge-pop dell’introduttiva title track, il dissonante e giocoso uptempo farcito di organetti vintage di “Homage” e l’assolato surf-pop di “Carry Me Back” si snodano alla maniera di “Something/Anything”.
Il juke-box virtuale dei Mile High Club dispensa brani a cappella (“Ceiling Zero”), improbabili demo di Donald Fagen (“Chapel Perilous”) e fughe sperimentali simulate (“¿Whodunit?”) che in definitiva fungono da riempitivi tra le istanze più briose e pop dell’album, sublimate in “Kokopelli”.
Raffinatezze pop-soul (“Tesselation”), delicatezze country-blues (“Chasing My Tail”) e preziosismi chitarristici e pianistici in chiave jazz-lounge (“Head Out”) movimentano il raffinato frullato sonoro, che dispensa più di un motivo per farsi gustare e apprezzare, confermando Alex Brittin come un raffinato collagista pop.
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05/10/2016
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.