EMMA RUTH RUNDLE - Marked For Death

2016 (Sargent house)
alt-rock, gothic pop-rock, songwriter

Dimostratasi con “Some Heavy Ocean” una delle cantautrici contemporanee più originali – una sorta di anello di congiunzione tra Bjork e PJ Harvey, in breve – Emma Ruth Rundle presenta in “Marked From Death” un’immagine di sé diversa, in qualche modo aggiornata all’era delle slackerwriter (fin dall’estetica in copertina) e dalla compattezza sonora ed espressiva sconosciuta al suo lavoro precedente.

Arrangiamenti cavernosi, con timbrica al limite dell’atonalità, sui quali si stagliano le drammaticamente trasandate interpretazioni vocali della Rundle, arrivando a un connubio piuttosto particolare di sonorità anni Ottanta ed espressività “piano rock” – senza il piano – di una Tori Amos d’antan, ma con gli abiti strappati (“Hand Of God”).

L’effetto estetico generale è di grande impatto, con le sue immense scenografie vuote, gli accordi in minore e le sonorità cupe che diventano veicoli di emozione inespressa e quindi di tensione (“Furious Angel”); ma la scrittura sembra a volte rimanere un po’ appollaiata lungo direzioni pop senza grande soluzione, come in “Medusa”. In generale, è proprio la scrittura, priva di grandi intuizioni, specialmente se accoppiata a un impianto sonoro ed espressivo così studiato e ponderoso (a volte con “pesantezze” un po’ tagliate con l’accetta, come in “Protection”), a dare in fondo una sensazione di grevità. Abbastanza da rendere l’esperienza generale di “Marked From Death” bidimensionale, il suo immaginario patinato.

Procedendo verso il termine del disco, la Rundle sembra poi finire proprio le cartucce, facendo della rabbia informe l’unico possibile nutrimento del disco e dell’ascoltatore (“So, Come”, l’esiziale “Real Big Sky”). Prende forma in generale un altro disco (come l’ultimo dei Money) che si regge su una performance, più che sulle sue canzoni, e su un tono melodrammatico che si fa sempre meno digeribile e sempre più acerbo con gli ascolti. Emerge così il carattere fondante di questo lavoro, ricollegandosi alla copertina: una posa.

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19/10/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Marked For Death
  2. 2. Protection
  3. 3. Medusa
  4. 4. Hand of God
  5. 5. Heaven
  6. 6. So, Come
  7. 7. Furious Angel
  8. 8. Real Big Sky

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